5 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Vettel: «Ferrarista per sempre»

Il campione tedesco si confessa in un'intervista sul suo sito ufficiale: dalle critiche all'attuale Formula 1 alle speranze per la stagione che sta per cominciare. Con una dichiarazione d'amore finale alla rossa

ROMA – Per la Formula 1 scatta l'allarme. E possiamo definirlo a tutti gli effetti un allarme rosso, visto che a lanciarlo è nientemeno che Sebastian Vettel. Il ferrarista, che da tempo si è esposto pubblicamente come uno dei piloti più critici verso l'attuale generazione delle corse, è tornato a puntare il dito sugli attuali regolamenti del Mondiale. Troppo complicati, troppo concentrati sui dettagli tecnici, troppo poco premianti per il ruolo del pilota. Per questo, sostiene il campione tedesco, i veri appassionati di automobilismo si stanno sempre più allontanando dai Gran Premi. «In breve, secondo me la Formula 1 è prima di tutto uno sport. Dunque, dovrebbe essere il pilota più forte a vincere – ha sostenuto Vettel in un'intervista pubblicata sul suo sito ufficiale – La macchina gioca un ruolo chiave, oggi come in passato, ma non dovremo perderci in questi regolamenti troppo complicati. Gli spettatori dovrebbero potersi identificare con la macchina e la tecnologia, mentre oggi sono decisamente troppo complicate. E oltretutto manca anche il rombo dei motori».

Mercedes nel mirino
Come se non bastasse, poi, c'è il dominio assoluto della Mercedes. Vettel di trionfi a ripetizione ne sa qualcosa, avendo vinto quattro titoli mondiali con la Red Bull tra il 2010 e il 2013, ma è il modo in cui le frecce d'argento hanno trasformato il campionato in un loro monopolio da quando è cominciata l'era dei motori ibridi che ha ulteriormente raffreddato l'interesse: «Il dominio della Mercedes negli ultimi due anni ha portato via molto dell'entusiasmo dei fan – prosegue Seb – Inoltre i nuovi regolamenti si concentrano troppo sui dettagli. Penso che dovremo fare attenzione a non perdere le radici dell'automobilismo e spero certamente che le auto siano più tangibili per tutti in futuro». Spezzare la striscia positiva del costruttore tedesco, però, sarà soprattutto il suo compito nella stagione che si appresta a cominciare. L'ottimismo per una Ferrari in grado di lottare per il titolo c'è, ma anche la prudenza: «Non è un segreto che non siamo ancora là dove vorremmo, e che ci sono degli aspetti che dobbiamo migliorare. I problemi sono stati tanti: sappiamo che il nostro pacchetto non era abbastanza forte da avvicinarsi o addirittura superare la Mercedes. Ma ci stiamo lavorando e il 2015 ha dimostrato che siamo nella direzione giusta. Quanto alle nostre chance, chiedete ai bookmaker. Fare previsioni su una stagione è sempre difficile, ma ovviamente noi daremo il massimo. Il mio avversario principale? Spero che sia Kimi, perché vorrebbe dire che avremo un'ottima macchina».

Cuore rosso
L'ultima domanda, per Vettel, si trasforma in una sorta di dichiarazione d'amore al Cavallino rampante. Che potrebbe essere anche la sua ultima squadra in Formula 1, visto che di costituire un dream team tedesco alla Mercedes non sembra avere nessuna intenzione: «Sono molto a mio agio dove sono ora e non penso ad altre opzioni – ha risposto – Non sono il tipo di persona che cambia idea da un anno all'altro. Non l'ho mai fatto in passato, in nessun'area della vita. Sono contento dove mi trovo al momento. Abbiamo un obiettivo comune che vogliamo raggiungere insieme. La Ferrari è speciale per me, fin da piccolo sognavo di correre per la Ferrari nel futuro». E, chissà, magari anche di vincere.