19 gennaio 2020
Aggiornato 17:30
L'orgoglio italiano delle corse

Ducati come Ferrari: l'obiettivo è la vittoria

L'amministratore delegato della rossa di Borgo Panigale, Claudio Domenicali, ha un'ambizione chiara per il prossimo Mondiale: «Bisognerà vincere almeno due gare». Proprio come la cugina delle quattro ruote nel 2015. Che ne ha vinte ben tre

BOLOGNA – È fin troppo facile accostare la Ducati alla Ferrari. Non solo per il colore rosso, per lo sponsor tabaccaio e per l'orgoglio italiano che rappresentano. Entrambe, infatti, nelle rispettive discipline motoristiche, sono chiamate ad un impegno proibitivo: raggiungere e (possibilmente) battere degli avversari sulla carta invincibili, Mercedes da una parte, Honda e Yamaha dall'altra. Ma in comune, i due marchi nostrani delle due e delle quattro ruote, hanno anche l'incrollabile motivazione: quella che ha fatto sì che entrambi vivessero, nel 2015 che va a concludersi, la loro miglior stagione degli ultimi anni. Nel caso della Ducati, addirittura dal 2010, quando vinse il suo ultimo Gran Premio con Casey Stoner a Phillip Island. Il ritorno sul gradino più alto del podio, anche quest'anno, è mancato, ma di podi, tra Andrea Dovizioso, Andrea Iannone e il privato Danilo Petrucci ne sono arrivati ben otto.

Obiettivi ambiziosi
Tanto da portare l'amministratore delegato Claudio Domenicali a formulare un proposito chiaro per l'anno nuovo, lo stesso che la cugina Ferrari aveva annunciato all'inizio di questa stagione: aggiudicarsi un paio di gare. «Bisognerà vincerne almeno due – dichiara alla Gazzetta dello Sport – Siamo arrivati vicinissimi, facendo gare molto belle, ma la competizione è fortissima. Il campionato è di altissimo livello, ma gli obiettivi non cambiano: dobbiamo migliorarci». Anche grazie all'aiuto del rientrante Casey Stoner, già apparso per la prima volta in pubblico, tra gli applausi, da neo-collaudatore e testimonial della casa di Borgo Panigale. Lorenzo ha giurato che presto rivedremo il Canguro anche sulla griglia di partenza, ma Domenicali su questo punto getta acqua sul fuoco (rosso) degli entusiasmi: «L'ho trovato molto interessato, concentrato, dedicato – racconta – Vuole mettere a frutto le proprie conoscenze e sensibilità per far sì che i due Andrea abbiano la moto migliore in assoluto. Ma è molto interessato anche a quelle che stiamo sviluppando. È sembrato un tempo brevissimo da quando è andato via, abbiamo passato una giornata a vedere progetti nuovi e lui parlava di Ducati, dicendo noi. Una sensazione veramente curiosa. Siamo stati bene insieme. Senza mitizzare o estremizzare, è un super collaudatore con una esperienza straordinaria. Ma le cose per ora tra noi sono chiare, non è nei nostri piani e neppure nei suoi. È sereno e tranquillo, lontano dall'idea di rimettersi in gioco». Per conoscere il finale di questa storia occorrerà attendere altri dodici mesi. Una cosa, però, la sappiamo già: ai cugini della Ferrari, l'obiettivo delle due vittorie, quest'anno, ha portato bene, visto che ne hanno vinte ben tre. E, l'anno prossimo, punteranno dritti al titolo mondiale.