7 giugno 2020
Aggiornato 03:00
I campioni in affanno

Yamaha, se la lotta per il titolo diventa un handicap

La battaglia tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, protrattasi fino all'ultimo Gran Premio del 2015, ha sottratto risorse tecniche ed economiche allo sviluppo della moto del prossimo anno. E quest'anno la casa dei diapason rischia di pagarne le conseguenze

ROMA – E se avere lottato per il titolo iridato fino all'ultimo Gran Premio si rivelasse un boomerang per la Yamaha? Il dubbio, lecito, è venuto a Wilco Zeelenberg, team manager del campione del mondo Jorge Lorenzo. Non accadeva dal 1957, infatti, che due compagni di squadra fossero impegnati in uno scontro diretto per il Mondiale fino all'ultima gara. Una dimostrazione dell'eccezionale competitività della casa dei diapason e dei suoi due portacolori, certo. Ma anche un obiettivo così importante da aver attirato su di sé tutte le risorse economiche e tecniche della squadra, a rischio di aver sottovalutato la preparazione per il 2016. Mentre il costruttore di Iwata, infatti, puntava tutto sull'evoluzione della M1 in vista del gran finale di Valencia, gli avversari, Honda e Ducati in testa, avevano già la mente fissa alla prossima stagione, che porterà con sé sfide tecniche non da poco: le nuove gomme Michelin e l'elettronica unica.

Tempo perso
E la Yamaha? «Entrambi i nostri piloti erano in lotta per il campionato ed in quel momento era difficile buttare tutto all'aria e provare le novità per l'anno successivo – ha raccontato Zeelenberg a Crash – All'epoca non ci interessava proprio. Ma ora mi chiedo: siamo in ritardo? Penso di sì, perché abbiamo perso alcuni test con le Michelin, anzi, avevamo un po' di paura a provarle proprio perché eravamo concentrati solo sul campionato di quest'anno. Perciò penso che avere lottato per il titolo si sia trasformato in un piccolo svantaggio per noi, sul fronte delle nuove gomme. Gli altri costruttori hanno potuto pensare: 'Non ci interessa, possiamo provare tutto quello che ci pare'». Il risultato è che al momento, mentre tutti gli avversari sembrano aver perso di meno, «specialmente la Ducati», alla Yamaha la rivoluzione tecnica è costata almeno «mezzo secondo, forse di più».

Le difficoltà del campione
Ma il suo pilota Jorge Lorenzo, in particolare, come si sta trovando con le Michelin? «In realtà lui è molto bravo in questo – prosegue Zeelenberg – perché è in grado di girare con ogni tipo di assetto molto rapidamente. Perciò anche quando le sue moto sono completamente diverse lui ha un ottimo passo con entrambe. Ma dall'altro lato, con le Bridgestone era in grado di trovre molto bene il limite. Invece con le Michelin deve ancora impararlo, perché il problema di queste gomme è che non ti danno altrettanto preavviso. Questo vale per tutti al momento. Per questo motivo si sono visti così tanti incidenti. I piloti non hanno abbastanza pazienza».

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