11 agosto 2020
Aggiornato 06:00
Assegnato il campionato di Formula 1

Hamilton è campione del mondo, tra lacrime e veleni

Sul podio del Gran Premio degli Stati Uniti, l'anglo-caraibico si commuove per il terzo titolo mondiale conquistato matematicamente, il più bello della sua carriera. Mentre il suo compagno di squadra Nico Rosberg recrimina e lo attacca

AUSTIN«È un momento meraviglioso – esclama un insolitamente emozionato e commosso Lewis Hamilton dal gradino più alto del podio del Gran Premio degli Stati Uniti – Per me è difficile trovare le parole». In effetti, a pensarci bene, le parole sono superflue. Bastano le cifre a descrivere la grandezza dell'impresa che ha compiuto: dieci vittorie, quindici podi e undici pole position in sedici gare. E, soprattutto, il numero più importante: il terzo titolo mondiale, quello che lo iscrive ad un club esclusivo che conta solo altri dieci campioni nella storia, tra cui figurano altri mostri sacri come Jackie Stewart, Niki Lauda e Ayrton Senna. «Sono così fortunato a poter uguagliare un campione come Ayrton, che significò molto per me e ancora significa tanto oggi – prosegue l'anglo-caraibico – Mi ricordo quando vinsi il mio primo campionato britannico: mio papà e io tornammo a casa in macchina cantando 'We are the champions', e all'epoca ero solo campione dell'Inghilterra. Ora è pazzesco pensare che sono diventato tre volte campione del mondo. Devo tutto a mio padre e alla mia famiglia, che mi hanno sostenuto in tutti questi anni e hanno sacrificato tanto per permettermi di essere qui».

Il campionato più bello
Quello che si è deciso in Texas non è solo «il momento più bello» della sua vita, come lo ha descritto lo stesso Hamilton, ma anche il suo capolavoro sportivo più brillante. Pur agevolato dal dominio tecnico della sua Mercedes, infatti, l'iridato in carica ha dimostrato la costante superiorità su tutta la concorrenza, a partire dal suo compagno di squadra Nico Rosberg, che l'anno scorso gli aveva conteso il titolo fino all'ultima gara e che nel 2015 è riuscito invece a batterlo solo in tre occasioni. «Oggi ha disputato un'ottima gara, come sempre da quando sono in questo team, per questo lo rispetto molto come compagno di squadra – gli cede l'onore delle armi Lewis – Quando ero finito indietro, Nico si era fermato ai box sotto safety car e in quel momento era velocissimo, pensavo di aver perso la gara. Nemmeno per un secondo pensavo che avrei potuto farcela».

Rosberg non ci sta
Evidentemente non lo pensava neppure lo stesso Rosberg. Che, pur avendo ormai alla vigilia pochissime chance di rimontare il pesante passivo in classifica generale, sul podio ha dimostrato platealmente tutta la sua frustrazione per la sconfitta. Invece di prendersela con se stesso, per l'uscita di pista a otto giri dalla fine che ha regalato la gara su un piatto d'argento a Hamilton, però, il tedesco si è scagliato contro il suo compagno di squadra, reo di averlo toccato alla partenza, sullo scivoloso asfalto bagnato, facendolo arretrare in quarta posizione. «Quella manovra è stata troppo aggressiva – lo ha attaccato il figlio d'arte – Come fa sempre lui. Ci siamo toccati, o meglio Lewis mi è venuto addosso, e non è stato bello». Bisogna saper perdere, caro Nico. Soprattutto quando ti ritrovi contro un campione di questo calibro.