2 marzo 2021
Aggiornato 07:30
Maleducati da tastiera

Iannone batte Rossi, i tifosi lo minacciano di morte

Sulla pagina Facebook del ducatista piovono insulti dopo la lotta all'ultimo giro che ha negato a Valentino podio e punti iridati. E in sua difesa si schierano volti noti del motociclismo italiano, da Guido Meda a Carlo Pernat

ROMA «Fallito», «pupazzo», «venduto», «vaffa...». Al posto dei complimenti che si sarebbe meritato per la grinta dimostrata durante il Gran Premio d'Australia di domenica, Andrea Iannone è stato seppellito di insulti sulla sua pagina Facebook. Colpa di qualche tifoso troppo esaltato e decisamente poco sportivo di Valentino Rossi, che non ha preso bene la lotta all'ultimo giro in cui il ducatista ha battuto il Dottore, negandogli il terzo gradino del podio e anche una manciata di punti preziosi nella volata mondiale con Jorge Lorenzo. Qualcuno, addirittura, ha superato anche i limiti del codice penale, minacciando di morte senza mezzi termini il centauro di Vasto.

Meda li chiama dementi
Una situazione talmente paradossale e inaccettabile da scatenare in difesa di Iannone alcuni volti noti del motociclismo italiano. A partire dal telecronista di Sky Guido Meda, che ha rivolto parole giustamente dure a questi leoni da tastiera: «Andrea Iannone ha fatto una grande gara – ribadisce la storica voce del Motomondiale – È un pilota, della Ducati, non è il burattino di nessuno, non sposa alleanze non è pagato per accondiscendere. Deve fare le sue gare, la sua strada, la sua carriera. Che futuro possono avere i quattro (quaranta, quattrocento o quattromila) dementi che lo stanno insultando su questi stupidi social per essere arrivato davanti a Rossi? Cosa non avete capito della definizione 'sport individuale'? Cosa vi sfugge del fatto che a Rossi e a Lorenzo il mondiale non è previsto che lo debba regalare qualcuno, ma se lo devono giocare con l'incognita di altri ventitrè cristiani come loro? Ecco, tutto qui. Ho visto di sguincio, in una giornata professionalmente e personalmente intensa, un po' di questo genere di cose e mi sono sembrate così cretine e gratuite nella loro squallida normalità che mi sono sentito in dovere di dirlo. Metti che a qualche scemo a caso gli scappa l'occhio qui, almeno sa come la penso... Se serve. Ah, Rossi - per inciso - dice 'È stato bravo Iannone, era fortissimo. Ha fatto una grande lotta per il podio. E si sa che lui poi nel corpo a corpo è tostissimo'. Gran signore, a dispetto della delusione che certamente prova. Il che dovrebbe insegnarvi qualcosa di come si fa, dovrebbe tagliare la testa al toro, al topo e a qualche stupidotto. Covate pure la vostra rabbietta, ma stravincere con la maleducazione non è previsto dal regolamento. Vi squalificano... Che può pure essere una buona idea!».

Pernat parla di tifo calcistico
A stigmatizzare questi appassionati maleducati è stato anche Carlo Pernat, il manager che fece esordire Valentino Rossi nel Mondiale e che oggi segue proprio Iannone: «Coprire di insulti Andrea Iannone perché ha battuto Valentino è roba da curva calcistica e questo non deve assolutamente entrare nella nostra cultura che è quella di rispettare campioni che si sorpassano a 300 km/h – ha ribattuto – Pensate che in Spagna abbiano insultato Marquez perchè ha battuto Lorenzo levandogli 5 punti determinanti? Non è così. Gli dicono bravo perché ha vinto. Personalmente sono tifoso di Valentino da sempre ma quando vedo queste cose me ne scappa la voglia. Sono sicurissimo che a Valentino questo comportamento dei suoi tifosi non gli va assolutamente a genio, come quello di fischiarlo al Mugello nel Gran Premio di questa stagione. Brutta roba ragazzi, così non va bene per niente».