14 luglio 2020
Aggiornato 21:31
Polemica in Formula 1

Il trucchetto Ferrari che fa infuriare la Mercedes

La rossa ha sfruttato la sua «squadra B», l'americana Haas, che entrerà nel Mondiale solo dal prossimo anno, per aggirare i limiti sullo sviluppo della sua prossima monoposto in galleria del vento. Uno stratagemma discusso, ma regolare

MARANELLO – Ancora il nuovo team americano Haas non si è schierato neanche una volta sulla griglia di partenza della Formula 1, ma la sua alleanza con la Ferrari fa già discutere tutti i rivali. La collaborazione tra il Cavallino rampante e la squadra statunitense, che già sponsorizza la rossa attraverso l'azienda di utensili Haas Automation, di proprietà dello stesso patron Gene Haas, infatti, è davvero ai limiti del regolamento. L'accordo tra le due scuderie non prevede la semplice fornitura di motori, come accade per tutte le altre formazioni che non siano direttamente sostenute da un costruttore, ma tutta una serie di servizi extra che arrivano fino al punto di consentire l'utilizzo della galleria del vento di Maranello. Da un lato, questo stratagemma permette ad Haas di aggirare la regola che proibisce la vendita completa delle vecchie monoposto ai piccoli team, concentrando la compravendita non sull'intera vettura, ma sulle singole parti che possono essere legalmente vendute. Dall'altro, lascia alla Ferrari la libertà di utilizzare la propria galleria del vento senza le limitazioni di orario di lavoro che la Federazione internazionale dell'automobile impone ai team attualmente in lizza nel Mondiale. Non sembra davvero una coincidenza il fatto che ben 70 ingegneri del team Haas saranno licenziati il prossimo 31 ottobre, ma solo per essere riassunti dalla Ferrari il giorno successivo: come a dire che porteranno con sé i dati raccolti nei test sulla vettura statunitense per sviluppare la rossa del 2016.

Ai limiti del regolamento
Un trucchetto vero e proprio, insomma, che la stessa Fia ha messo sotto la lente d'ingrandimento nelle ultime settimane, ma che alla fine non ha potuto far altro che approvare. Eppure, i rivali della Scuderia sono comunque andati su tutte le furie. «Effettivamente stiamo andando nella direzione di essere la squadra B della Ferrari – ammette il direttore tecnico di Haas, Gunther Steiner – Però saremo comunque noi a costruire il nostro telaio e la nostra carrozzeria. Dei nuovi team entrati in Formula 1 nell'ultimo decennio solo uno è sopravvissuto, perciò abbiamo dovuto pensare a una strategia diversa. Se ci fossimo limitati a ripetere la loro non avrebbe funzionato». Secondo il dt del team americano, insomma, la relazione con la Ferrari somiglia alle partnership industriali nel mondo delle auto stradali, in cui marche diverse condividono una piattaforma ma «mantengono la propria identità. I tempi sono cambiati, ora a nessuno importa da chi acquisti il piantone dello sterzo o i pedali del freno», conclude Steiner. Più che altro, quello che interessa molto alla Mercedes è il modo furbo, ma ad oggi formalmente legale, in cui la Ferrari è riuscita ad aggirare il congelamento dello sviluppo tecnico. Tanto che sta già pensando di copiare lo stesso schema, utilizzando dal 2016 come squadra B l'attuale cenerentola del circus, la Manor.