4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Affamato di rilancio

Marco Melandri cerca una nuova moto per il 2016

Dopo il burrascoso divorzio da Aprilia in MotoGP, 'Macio' vuole tornare nel Mondiale Superbike. Due le opzioni: Yamaha o Ducati, per conto della quale si fa avanti il team Althea. Intanto la casa di Noale ha già identificato il suo futuro sostituto nella classe regina

ROMA – Conclusosi nel peggiore dei modi possibili, con un appiedamento anticipato, il suo sfortunato matrimonio con la Aprilia in MotoGP, Marco Melandri guarda già al 2016, alla moto che possa tornare a regalargli quella voglia di correre e quelle prestazioni alla sua altezza che quest'anno gli sono tristemente mancate. Sponda Superbike, s'intende, visto che di rimettersi alla prova nella classe regina dopo questa figuraccia non se ne parla nemmeno. Le strade che 'Macio' può seguire sono essenzialmente due. Una, la più percorribile, è quella che porta alla Yamaha, che nella prossima stagione è intenzionata a rilanciare le sue quotazioni nel Mondiale delle derivate di serie. E lo farà scippando presumibilmente alla Honda sia l'ex campione del mondo Sylvain Guintoli che lo sponsor principale Pata. L'altra strada, più in salita ma indubbiamente affascinante, è quella verso un altro sodalizio tutto tricolore, con la Ducati.

Trattativa complessa
Al pilota di Ravenna farebbe gola la moto che, Kawasaki a parte, si è dimostrata la più veloce dello schieramento in questo 2015; ad Aruba, sponsor del team Ducati, non dispiacerebbe un nome come il suo in squadra. Dunque, perché non tentare un approccio? Approccio che potrebbe iniziare con un primo passo senza impegno, magari con un test. A farsi avanti è stato il team Althea, la squadra non ufficiale che portò il Mondiale a Borgo Panigale nel 2011 con Carlos Checa, e che sta trattando per schierare Melandri in una sessione di prove mentre la casa madre sarà impegnata a Laguna Seca e a Sepang: «L’iniziativa non è partita da noi, ma l’idea c’è e ne stiamo parlando – ha ammesso il team manager Genesio Bevilacqua a GPOne – Melandri si sta guardando intorno ma, per quanto ne so, non ci sono accordi firmati. Un paio di test sarebbero ideali per verificare la competitività del pilota, ma anche della moto, in confronto alle prestazioni del team ufficiale. Melandri in passato ha dimostrato di possedere la sensibilità necessaria, oltre alla velocità, per dare indicazioni importanti. Se Ducati fosse interessata, la porta è aperta». Ducati, però, non si è detta affatto interessata, almeno con la squadra ufficiale: «Non c’è un interesse da parte di Ducati nei confronti di questa iniziativa – ha risposto il direttore sportivo Paolo Ciabatti – Non ci sono i presupposti, ed il pilota non rientra nei nostri programmi. Stiamo definendo il rinnovo dei nostri due ufficiali, Davide Giugliano e Chaz Davies, e non è questo il momento adatto per organizzare una cosa del genere. L’intenzione, di tutte le parti coinvolte nel progetto, è di continuare con la formazione attuale. Un test con le nostre moto ufficiali o di sviluppo è escluso. Ma se Althea volesse, può ovviamente far provare le sue moto a chi vuole». E dunque, chissà che l'approccio non avvenga comunque, senza il supporto economico della casa madre, ma con quello tecnico.

Già pronto il sostituto
E in Aprilia MotoGP? A sostituire Melandri fino a fine stagione potrebbe essere sempre il collaudatore Michael Laverty, che già ha preso il suo posto in extremis in Germania. Ma per l'anno prossimo, quando la casa di Noale porterà al debutto una moto tutta rinnovata con l'obiettivo di entrare nel gruppo dei migliori, serve un nuovo nome su cui puntare. Magari quello di un giovane: quello che si fa più insistentemente è quello di Sam Lowes, ex campione del mondo Supersport e attualmente unico top rider della Speed Up in una Moto2 dominata da Kalex. Sam è il fratello gemello di Alex, a sua volta pilota del Mondiale Superbike. Quando si dice che le strade si incrociano...

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