27 novembre 2020
Aggiornato 00:30
La più leggendaria delle gare di durata

La rivincita di Hulkenberg: in F1 arranca, alla 24 Ore di Le Mans vince

La sua storia è la stessa di tanti altri campioni che nella massima Formula 1 non hanno ottenuto la chance che meritavano. Nei Gran Premi fatica con una poco competitiva Force India, ma si aggiudica al debutto la superclassica dell'endurance

LE MANS – Chissà quanti potenziali campioni non hanno mai trovato lo spazio che meritano in Formula 1, languendo in scuderie di seconda fila, arrancando nelle retrovie a bordo di monoposto troppo poco competitive. Questo è il caso di Nico Hulkenberg, poco più di un comprimario nella massima Formula, dove in 83 Gran Premi tra Williams, Sauber e oggi Force India ha colto come miglior risultato una pole position. Eppure, il 28enne è un campione di razza, come dimostra il suo palmares in cui figurano titoli a ripetizione in tutte le categorie inferiori: Formula Bmw, Formula 3, A1GP, GP2. Ma il risultato più prestigioso della carriera, Nico l'ha ottenuto proprio ieri sul circuito francese di Le Mans, dove alla sua prima partecipazione alla leggendaria 24 Ore ha portato al successo la Porsche, dopo ben 17 anni di digiuno. Anche stavolta, 'Hulk' partiva con gli sfavori del pronostico, considerato il meno competitivo tra tutti gli equipaggi dello squadrone tedesco. Eppure, è riuscito in un'impresa storica: aggiudicarsi la superclassica delle gare di durata al debutto.

Un successo che vale una carriera
Nico è fatto così: poco appariscente, ma di grande sostanza. «È un risultato grandioso, probabilmente il più grande della mia carriera – festeggia a fine gara il pilota tedesco, che quest'anno si divide tra la Formula 1 con Force India e le gare endurance con Porsche – Ora che ho appena vinto fatico a rendermene conto, forse lo capirò nei prossimi giorni. Il nostro obiettivo era il podio, invece abbiamo addirittura vinto, disputando una gara pulita, senza errori, con un buon ritmo. Sono molto orgoglioso di ciò che abbiamo fatto oggi». Anche la 24 Ore di Le Mans, del resto, è forse meno conosciuta dei Gran Premi di Formula 1, ma non per questo meno impegnativa: «Me ne sono reso conto nel giro d'onore, vedendo le migliaia di tifosi che mi sostenevano e che erano rimasti sugli spalti per 24 ore – racconta il teutonico – Per me, che vengo dall'ambiente della F1, è stata un'esperienza incredibile. Sono felice di averla fatta e ancor più di averla vinta al debutto». E chissà che questo risultato non abbia attirato l'attenzione di qualche team principal di Formula 1, magari convincendolo ad offrirgli finalmente la chance di lottare con i grandi.

La sfortuna di Webber
Alle sue spalle, in seconda posizione, è giunto un pilota ben più famoso, anche lui con un lungo trascorso in F1: Mark Webber, già compagno di squadra di Sebastian Vettel in Red Bull. La sua storia a Le Mans è stata costellata di problemi e incidenti e stavolta a privare l'australiano della tanto agognata vittoria è stata la semplice sfortuna: un semplice eccesso di velocità da parte di un suo compagno di equipaggio che è stato sanzionato con un minuto di penalità. «Ma non eravamo abbastanza veloci – confessa il compagno di marca di Hulkenberg – Complimenti a Nico che ha fatto un lavoro eccezionale, così come gli altri piloti dell'equipaggio, Nick Tandy ed Earl Bamber. È un pilota talentuoso. E in Formula 1 si meriterebbe una macchina più veloce».