14 novembre 2019
Aggiornato 00:00

Ferrari, scoppia il caso Kimi Raikkonen

Il testacoda del finlandese durante il Gran Premio del Canada, costato il podio alla rossa, manda su tutte le furie il team principal Maurizio Arrivabene: «Non ci sono scuse». E il rinnovo del suo contratto sembra allontanarsi

MARANELLO – Stavolta Maurizio Arrivabene si è arrabbiato sul serio. «Meglio che non dica cosa sto pensando ora», ha dichiarato il team principal della Ferrari subito dopo la conclusione del Gran Premio del Canada, faticando a contenere la sua rabbia di fronte alle telecamere di Sky. Ovviamente, ce l'aveva con Kimi Raikkonen: a lui, per colpa dei problemi di affidabilità e della penalità che avevano tormentato le qualifiche del suo compagno di squadra Sebastian Vettel, erano affidate tutte le chance di podio della rossa. E lui le ha buttate al vento per colpa di un testacoda. «Abbiamo gettato via un podio, questa è la verità – ha tuonato il manager italiano – Non ci sono scuse. Ormai potrebbe sembrare che ci annoiamo a salire sul podio, ma non salirci è ancora peggio».

Senza giustificazioni
Il pilota finlandese si è difeso imputando l'incidente non ad un errore di guida, ma ad un problema alla mappatura del motore nella ripartenza dal pit stop. Ma queste parole non sono bastate a convincere Arrivabene della sua innocenza: «Potrebbe essere un caso di negligenza nella segnalazione – ha ribattuto – visto che ha detto che la stessa cosa era accaduta già l'anno scorso». Un'accusa grave, che aggrava ulteriormente la posizione di Kimi, del resto già criticato in passato dallo stesso team principal per le sue incertezze in qualifica. Peggio ancora, ad ereditare la sua posizione sul podio dopo il testacoda è stato il connazionale Valtteri Bottas, uno dei suoi principali contendenti per il sedile alla Ferrari dal 2016, dopo la scadenza dell'attuale contratto che lo lega a Maranello. Il tutto è accaduto davanti agli occhi del neo presidente Sergio Marchionne, impegnato in una delle sue rare visite al paddock della Formula 1.

Ma il motore va
Forse non si tratta (ancora) della goccia che farà traboccare il vaso. Ma di certo Arrivabene e Marchionne avranno bene in mente anche questo episodio quando giungerà il momento di sedersi a un tavolo per discutere il rinnovo del contratto di Raikkonen. «Se mi chiedete se sono contento, vi rispondo di no – ha chiarito il team principal – Kimi aveva un buon passo in certi momenti ed era su una strategia con un solo pit stop ma, dopo il testacoda, siamo passati alle due soste nel tentativo, andato a vuoto, di cercare di riprendere Bottas». Dal fronte tecnico, in compenso, giunge qualche notizia positiva: l'iniziale frustrazione per il risultato, infatti, ha gradualmente lasciato spazio ad una soddisfazione per le prestazioni migliorate del nuovo motore portato al debutto proprio a Montreal. «Penso che il propulsore ci abbia dato la risposta positiva che ci aspettavamo – analizza – In termini di tempo sul giro, il passo di Seb durante la gara c'era». Ma per la lotta così dura contro la Mercedes, un pilota solo non basta più.