16 ottobre 2021
Aggiornato 19:00
Sguardo al futuro delle derivate di serie

Ducati e Aprilia, in Superbike parte il mercato piloti 2016

Per arginare lo strapotere della Kawasaki e di Jonathan Rea l'anno prossimo alle case italiane serviranno dei campioni. Li andranno a cercare nei team rivali della Sbk o addirittura in MotoGP? Le trattative sono aperte

ROMA – Il Mondiale Superbike 2015 potrà regalare ancora qualche exploit alle case italiane. Ma la corsa al titolo iridato sembra ormai già sfumata, sia per la Ducati che per la Aprilia. A dominare incontrastata è infatti la verde Kawasaki, che sul campionato delle derivate di serie ha puntato tutto il suo budget destinato alle corse. E, in particolare, uno solo dei suoi due piloti, il cannibale Jonathan Rea, talmente forte da annullare anche qualsiasi tentativo del suo compagno di squadra, l'ex campione Tom Sykes, di riaprire la pratica mondiale. Dunque, agli avversari non resta che guardare al 2016, cercando di preparare in anticipo una stagione in cui l'imperativo sarà essere competitivi per la prima posizione.

Piloti non all'altezza
«Il mercato piloti inizierà prima del previsto», si è infatti lasciato sfuggire il coordinatore della Aprilia, Dario Raimondi, questo weekend ai microfoni di Mediaset. Già, perché proprio i piloti sembrano il punto più debole dei nostri due costruttori in Sbk. In casa Ducati il rientro della punta di diamante Davide Giugliano, a lungo infortunato, ha riportato la moto in pole, ma non a quella vittoria che gli manca dall'inizio della carriera; il suo compagno di squadra Chaz Davies, invece, ha già vinto una corsa quest'anno, ma continua ad inanellare prestazioni troppo altalenanti. Sul fronte Aprilia, invece, Leon Haslam regge in classifica generale grazie ad una costanza di rendimento ammirevole, ma priva di acuti, mentre il debuttante Jordi Torres, giunto direttamente dalla Moto2, non sembra avere ancora trovato il bandolo della matassa. E siccome tutti questi piloti hanno un contratto in scadenza a fine stagione, per Noale e Borgo Panigale sembra davvero giunto il momento di guardarsi intorno in cerca di un potenziale campione.

I potenziali candidati
Il panorama della Superbike non sembra offrirne molti. C'è Sylvain Guintoli che, passato alla Honda, ha trovato una moto vecchia e una squadra ormai poco motivata, e c'è lo stesso Sykes che potrebbe stufarsi di essere distrutto da Rea e decidere di cambiare squadra. Ma tra i giovani talenti l'unico degno di nota salito dalla Supersport è Michael van der Mark, anch'egli in Honda ma blindato da un contratto pluriennale. Esiste un'altra chance, però, che è quella di attingere alla MotoGP, dove (magari con la Dorna, organizzatrice di entrambi i campionati, nel ruolo di facilitatrice) c'è la possibilità di fare ottimi affari. I nomi che circolano sono tanti: da Stefan Bradl a Eugene Laverty, da Nicky Hayden (ex Aprilia ed ex Ducati, ormai fuori dal giro che conta nella classe regina) a Marco Melandri (di cui da tempo è nota la volontà di tornare in Superbike, non necessariamente in Aprilia). Le trattative sono appena cominciate.