28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
I delusi dell'inizio di stagione in Formula 1

La Red Bull getta la spugna, la McLaren ci crede

I due storici team sono stati frenati nei primi GP dai problemi ai loro motori. Le «lattine» si rassegnano: «La nostra stagione è già finita». La squadra di Alonso, invece, punta in alto: «Arriveremo presto in zona punti»

ROMA – Gli allarmi sono scattati. Forti, chiari e contemporanei. I tecnici di Red Bull e McLaren sono chiusi a chiave nei propri uffici alla ricerca di una ragione, e soprattutto di una soluzione, ai loro inizi di stagione disastrosi e paralleli. O, forse sarebbe meglio dire, i tecnici di Renault e Honda, visto che i talloni d'Achille di questi due team, abituati entrambi a vincere Mondiali a ripetizione, sono proprio i propulsori. Il primo incapace di tenere fede alle promesse di miglioramento espresse durante l'inverno, il secondo non presentatosi pronto al rientro in pista dopo tanti anni di assenza. I motoristi sono dunque chiamati a correre ai ripari nei diciotto giorni che mancano al prossimo Gran Premio, quello in Spagna, che segnerà l'approdo in Europa del circus. Ma con umori molto diversi.

Red Bull rassegnata
In casa Renault si lavora a tutto vapore, sotto la guida del guru dei motori Mario Illien, ingaggiato come consulente, e con la disponibilità del costruttore ad aumentare i budget pur di colmare il divario. «Nelle ultime due gare ci è mancata l'affidabilità – ha ammesso il boss Cyril Abiteboul – Ma ora c'è il tempo per introdurre le soluzioni più definitive che abbiamo studiato e iniziare a fare passi avanti nelle prestazioni». Eppure, nonostante le dichiarazioni battagliere della casa francese, alla Red Bull si respira aria di rassegnazione. «Non possiamo puntare a nulla di meglio del terzo posto», prende atto il dirigente del team Helmut Marko, pensando al distacco ormai incolmabile in classifica mondiale da Mercedes e Ferrari, ma anche alla necessaria rincorsa per raggiungere la Williams. Le speranze di un recupero immediato sembrano ormai svanite: «Realisticamente – prosegue Marko – solo a fine stagione raggiungeremo la potenza di Mercedes e Ferrari. Abbiamo dato il massimo per costruire il miglior telaio. Ma correre senza un motore è difficile. Per la prossima gara è importante almeno raggiungere un minimo di affidabilità: solo allora potremo concentrarci sulla guidabilità e infine sulla potenza». La strada da percorrere, insomma, sembra ancora molto lunga.

McLaren lanciatissima
Paradossalmente, la più ottimista delle due è invece la McLaren, che la strada della rimonta ha iniziato a percorrerla partendo da più lontano: addirittura dalle ultime file della griglia nei primi Gran Premi dell'anno. «Non abbiamo cominciato bene la stagione – riconosce il boss di Honda, Yasuhisa Arai – Il sentiero verso la vetta è ripido, ma abbiamo lasciato il campo base ora». Il costruttore nipponico ha in programma degli aggiornamenti significativi per la prima gara europea della stagione. E Fernando Alonso lancia già la sfida: «Siamo sulla soglia della zona punti – dichiara lo spagnolo – Spero che ci arriveremo in Spagna o a Monaco, dove il motore conta meno». Parlare di podio resta ancora prematuro: «Sarebbe un desiderio o una speranza – continua Arai – Abbiamo disputato solo quattro gare e ne mancano 15. Ma nel prossimo futuro cominceremo regolarmente a fare punti».