14 luglio 2020
Aggiornato 03:00
Calcio - Serie A

Milan: obbligatorio vincere a Palermo, ma l’Europa resta un miraggio

Cresce la tensione a Milanello in vista del delicatissimo impegno dei rossoneri a Palermo contro la squadra di Iachini. Zaccardo e Paletta hanno provato a caricare i compagni invitando i compagni a crederci ancora, ma raggiungere l’Europa appare realisticamente un miraggio.

MILANO - Alzi la mano chi crede ancora in un possibile arrivo del Milan tra le prime sei posizioni del campionato di serie A con conseguente approdo degli Inzaghi Boys in Europa nella prossima stagione. Come dite? Nessuno? Si, in effetti è comprensibile. Oggi come oggi la sesta piazza è occupata dalla Fiorentina che è 8 punti sopra il Milan. Ma vista la qualità della rosa allenata da Montella forse sarebbe più opportuno fare la corsa sulla Sampdoria, che però precede i rossoneri addirittura di 10 punti.
È vero che mancano ancora 10 giornate e 30 punti da assegnare, ma resta comunque difficile anche solo ipotizzare una rimonta, qualcosa che al momento attuale avrebbe del sensazionale. 

L’UNICA SPERANZA È UN TRACOLLO DELLE AVVERSARIE - E non tanto per la distanza, che pure è considerevole, quanto piuttosto per la qualità complessiva messa in mostra dalla squadra guidata da Filippo Inzaghi. Servirebbe il classico filotto di vittorie, ma il Milan non vince due partite consecutive da ottobre, e addirittura non ne vince tre di fila da un anno. Se poi andiamo ad analizzare il ruolino di marcia dei rossoneri in trasferta, allora si che viene da piangere: 13 punti ottenuti su 13 partite. Con una media del genere non si va da nessuna parte.
Ai tifosi rossoneri non resta che sperare in un tracollo blucerchiato (più che un tracollo, si tratterebbe di un drammatico harakiri), senza dimenticare che comunque ci sarebbero da tenere a bada anche Torino, Inter e Genoa che sono sempre lì, agganciate al Milan e quindi al miraggio Europa League.

PALETTA E ZACCARDO: «CREDIAMOCI» - Fatta questa dovuta ed innegabile premessa, è comprensibile che i calciatori del Milan cerchino in tutti i modi di caricarsi, infondersi coraggio e tentare in questo modo il tutto per tutto. È in quest’ottica che va letta la passionale esternazione di Gabriel Paletta («Dobbiamo crederci per forza. Se giochiamo come nelle ultime gare nelle quali siamo migliorati tanto, saranno più i match che vinceremo rispetto a quelli che perderemo. Inzaghi ci crede, come tutti noi. Siamo noi che entriamo in campo, tutti insieme ce la possiamo fare»), così come le parole pronunciate da Zaccardo («Da qui alla fine della stagione dobbiamo solo fare i fatti. Mancano dieci partite, nulla è compromesso anche se davanti stanno facendo bene. I tifosi sono rammaricati, sta a noi che scendiamo in campo dimostrare che meritiamo di stare al Milan»). 

FINORA L’IMPEGNO DI INZAGHI NON È BASTATO - Al di là però delle apprezzabili dichiarazioni di intenti dei ragazzi di Inzaghi, al Milan servirebbe un deciso cambio di marcia che potrebbe materializzarsi solo attraverso una nuova consapevolezza dei propri mezzi. Questa squadra deve crescere in fiducia, aumentare la propria autostima, migliorare il proprio rendimento grazie ad un più sereno approccio alle partite. Per tutto questo servirebbe l’apporto dell’allenatore ed è proprio su questo punto che invece il Milan crolla. Nessuno mette in dubbio la tenacia di Super Pippo, la sua passione incrollabile, il suo lavoro maniacale. Ma quando non si sa bene in che direzione dirigere tutto questo impegno i risultati possono essere non all’altezza delle aspettative. Ed è esattamente ciò che sta accadendo ai rossoneri. Non sembri una critica gratuita a Inzaghi, lodevole per il tanto impegno profuso, solo una evidentissima fotografia dell’inadeguatezza del tecnico, probabilmente alle prese con un’operazione troppo grande per lui. La cosa importante è che in via Aldo Rossi questo passaggio sia stato recepito a fondo, perché un altro anno senza un allenatore esperto non è più tollerabile.