29 agosto 2025
Aggiornato 07:00
Il direttore generale di Borgo Panigale racconta i suoi segreti

Dall'Igna: «Ecco come ho rivoluzionato la Ducati»

«Una squadra di tecnici che finalmente lavora insieme, ma senza snaturare lo stile della casa». Il risultato è la Desmosedici GP15 che ha dominato gli ultimi test pre-stagionali in Qatar.

BORGO PANIGALE – Il colore dominante di questo inizio di stagione 2015 nei motori è il rosso. Rosso Italia, naturalmente. E se in Formula 1 i tifosi tricolori festeggiano una ritrovata Ferrari, in MotoGP le prospettive uscite dagli ultimi test pre-stagionali in Qatar, sulla stessa pista di Losail che ospiterà il primo Gran Premio, sembrano ancora migliori. Senza nemmeno bisogno di montare le gomme più morbide e performanti concesse loro dal regolamento, le Ducati hanno infatti monopolizzato le prime posizioni della classifica. Prudenza vuole che sia troppo presto per gridare a una rossa in lotta per il titolo, ma che la Desmosedici, come la sua cugina a quattro ruote SF15-T, abbia subito una vera e propria trasformazione è un dato di fatto.

UNA SQUADRA FINALMENTE COMPATTA – E l'uomo che l'ha realizzata è Gigi Dall'Igna, insieme progettista e direttore generale del reparto corse della casa di Borgo Panigale. Il segreto? «Secondo me questa moto viene da un vero lavoro in diverse aree – racconta l'ingegnere – Nel passato alla Ducati un motore era un motore, un telaio un telaio. Perciò gli ingegneri disegnavano il motore e poi i progettisti dovevano svilupparci il telaio attorno. Ora la situazione è diversa: abbiamo tutti lavorato insieme e tutti hanno dovuto accettare dei compromessi. Il che significa che alcune decisioni sul motore sono arrivate dai progettisti del telaio e viceversa. Penso che sia questo il principale passo in avanti che abbiamo compiuto e anche il motivo per cui questa moto è così piccola rispetto alle precedenti».

«LA GP15? UNA VERA DUCATI» – Un'inversione a «U» nel metodo di lavoro che però non ha snaturato lo stile Ducati, visibilmente presente anche nella GP15. «Uno dei miei problemi, francamente, è che normalmente non guardo cosa fanno gli altri – spiega Dall'Igna – Sicuramente ho delle idee e probabilmente sono simili a quelle di altri costruttori. Ma alla fine le abbiamo verificate tutte dentro la Ducati, con i nostri uomini e la nostra tecnologia. Il sì o il no sono arrivati dalla Ducati. Perciò penso che la GP15 sia una era Ducati». La carta d'identità è la stessa, infatti: motore a V di 90° (come del resto la Honda) e sistema desmodronico, la specialità della casa. «Se fossi in un'altra marca – ammette – probabilmente non userei il desmodromico, perché è un sistema che ha un grande potenziale ma, secondo me, è piuttosto complicato. Perciò se non si hanno le conoscenze per farlo è molto difficile. Ma noi siamo la Ducati: abbiamo molta esperienza con questo sistema e penso che alla fine sia un vantaggio rispetto ad altre soluzioni».

Come detto, però, nel 2015 è ancora troppo presto per ambire al bersaglio grosso. Prima, la Ducati deve mettere fine ad un digiuno di successi che dura dall'ormai lontanissimo 2010. Questo, ribadisce Dall'Igna, è lo scopo primario per la stagione: «Il mio obiettivo è ottenere almeno una vittoria. Non so quando arriverà, ma questo è l'obiettivo per la Ducati nel 2015». E se lo dice lui, c'è davvero da credergli.