17 ottobre 2021
Aggiornato 17:30
Lo storico ducatista è passato quest'anno al team Hero EBR

Canepa: «Occhio alla Ducati, in Superbike e in MotoGP»

Il pilota genovese racconta al DiariodelWeb.it la sua nuova avventura americana. E le sue previsioni sul Mondiale SBK che riprende domenica in Thailandia: «Sarà un campionato bello e combattuto. E la rossa...»

GENOVA – Domenica il Mondiale Superbike riprende con l'inedito Gran Premio di Thailandia: una stagione fin qui all'insegna dei colori italiani. Ducati, Aprilia, ma anche Niccolò Canepa: una delle sorprese dell'inverno con il nuovo team statunitense Hero EBR. Il pilota genovese, come racconta ai microfoni del DiariodelWeb.it è atteso ad una stagione di apprendistato. Ma, non essendo in lotta per il campionato, ha uno sguardo attento e disincantato sulle forze in campo. A partire dalla Ducati, i cui colori ha indossato per tanti anni.

Niccolò, come affronti questa nuova avventura americana?
Per me quest'anno è una sfida. Per la prima volta ho davanti una stagione intera in un team ufficiale, ma c'è tanto lavoro da fare sulla moto. Oltre al pilota mi tocca fare anche il collaudatore, come già feci con la Ducati negli anni scorsi. Non è facile ma è molto stimolante. Dal primo test in America l'anno scorso alla prima gara in Australia la moto è migliorata tanto e questo mi gratifica.

Che obiettivi vi siete dati?
Dobbiamo cercare di essere a punti in tutte le gare. In Australia ce l'avremmo fatta, se un problema tecnico non mi avesse fatto uscire di pista. Ma un ritiro non è così drammatico, visto che non lotteremo certo per il campionato. La cosa più importante è che dopo l'incidente sono già in forma e in Thailandia potrò dire la mia.

In generale il campionato Superbike sembra iniziato all'insegna dell'equilibrio.
Le Ducati quest'anno vanno molto più forte di prima e potranno vincere delle gare. Ma, anche per colpa dell'infortunio di Giugliano, non mi sembra che abbiano un pilota che abbia la costanza per poter vincere il Mondiale. Andrà tenuto d'occhio Rea sulla Kawasaki: pilota molto forte e moto che funziona alla grande. Sarà una bella lotta in casa con Sykes. E, ovviamente, la Aprilia con Haslam, ma ci metto dentro anche Torres che potrà fare delle belle gare. Senza dimenticare il campione del mondo Guintoli: la Honda non è ancora a posto, ma lui è un grande collaudatore e tra qualche gara sarà competitivo. Sarà sicuramente un campionato combattuto.

Da vecchio ducatista, questa rimonta della Desmosedici in MotoGP ti sembra realistica?
Per loro può essere una bella annata. Anche grazie ai vantaggi del regolamento che influiscono pesantemente sulla prestazione possono fare bene in classifica. Dovizioso e Iannone sono due piloti veloci, anche se diversi: il primo più pacato e lavoratore sulla moto, il secondo più istintivo. Insieme vanno fortissimo e sarà bello vederli lottare per la vittoria. Secondo me ce la possono fare.

Hai citato i vantaggi regolamentari: nella polemica tra Rossi e la Ducati da che parte stai?
Penso che Valentino abbia ormai capito che il nostro è più uno spettacolo che uno sport. Tanti elementi influiscono sulla prestazione e ormai si cerca di fare show, invece di mettere in luce la bravura del pilota e dei progettisti. Se l'obiettivo è avere gare spettacolari, ben venga che siano tutti vicini. Per me non è positivo, io sono uno sportivo e mi piacerebbe correre ad armi pari con tutti quanti. Ma bisogna adeguarsi.

Ma perché se la prende proprio con la Ducati? Ha paura della loro rimonta?
Perché oggettivamente, con gli aiuti, è la più competitiva. Lo si è visto anche negli ultimi test in Qatar. Secondo me, ad armi pari, non sarebbero lì. Poi la gomma morbida dura meno delle dura, quindi sul passo gara negli ultimi giri soffriranno di più e la Honda o la Yamaha, che sono più a posto, verranno fuori. Comunque riuscire a partire due file avanti e restare attaccati al gruppo dei primi per 10-15 giri fa tanto. E per Ducati è sicuramente positivo.