23 agosto 2019
Aggiornato 13:00

Raikkonen chiude le prove in testa: più veloce anche di Vettel

Anche nella quarta e ultima giornata la Ferrari si conferma la monoposto da battere. I campioni della Mercedes, invece, macinano di nuovo più giri di tutti, nonostante un testacoda di Lewis Hamilton.

JEREZ DE LA FRONTERA - La Ferrari completa la prima quattro-giorni di test invernali sul circuito di Jerez de la Frontera esattamente come l'aveva cominciata: davanti a tutti. Stavolta a staccare il miglior tempo, non solo di giornata ma di tutte le prove, è Kimi Raikkonen; quasi a voler ristabilire le gerarchie in squadra con l'ultimo arrivato Sebastian Vettel, che aveva svettato nelle prime due sessioni. Promettente, dunque, il riscontro cronometrico (1:20.841), ma anche il centinaio di giri messi in cascina nel corso della giornata, senza registrare particolari problemi.

Alle sue spalle (ma staccato di oltre un secondo), un altro motore di Maranello: quello montato sulla sempre più sorprendente Sauber, oggi affidata a Marcus Ericsson. Lo svedese si è fatto notare non solo per le sue prestazioni, ma anche per essersi fermato lungo il circuito tra le curve 9 e 10, proprio a pochi minuti dalla bandiera a scacchi e per il motivo più banale possibile: ha finito la benzina! Il primo motore non Ferrari in classifica è stato invece quello di Lewis Hamilton, salito sul terzo gradino del podio. Per la Mercedes un'altra giornata di lavoro intenso (oltre 110 i giri portati a termine, ancora una volta più di ogni avversario), in cui si è rapidamente ripresa dai piccoli guai tecnici patiti ieri. Ma anche stavolta non priva di un inconveniente: nello specifico un testacoda alla chicane che ha provocato la seconda bandiera rossa di giornata.

La prima era stata causata invece da uno stop in pista da parte della Red Bull di Daniil Kvyat, che gli è costata praticamente tutta la mattinata di prove: alla fine, la monoposto di Milton Keynes non è andata oltre il settimo tempo. Ancora peggiore la sorte della solita McLaren, che vivrà di sicuro con sollievo la conclusione di questi test, trasformatisi in un vero e proprio incubo. Anche stavolta è stato il neonato motore Honda a tradirla, accusando in particolare un guasto alla pompa della benzina, che ha permesso a Jenson Button di compiere solo 35 giri, il migliore con un lentissimo 1:27.660.

Eppure anche l'affidabilissimo motore Mercedes non è stato del tutto immune dai guasti: lo può testimoniare la Lotus, che proprio quest’anno è passata al propulsore di Stoccarda, abbandonando il Renault che aveva utilizzato nelle ultime stagioni. La monoposto di Enstone, oggi nelle mani di Romain Grosjean, è stata costretta ad alzare bandiera bianca dopo soli 53 giri, per non meglio precisati problemi legati al complesso motore-cambio. Finché episodi di questo genere accadono alle squadre clienti e non a quella ufficiale, certo, le frecce d’argento possono considerarsi relativamente tranquille. Ma forse anche il temutissimo Lewis Hamilton, questa sera, avrà qualche grattacapo su cui ragionare, quando salirà sull’aereo che lo riporterà in Inghilterra.