20 aprile 2019
Aggiornato 02:00
Formula 1 | Ferrari

Sebastian Vettel, prima visita a Maranello

Il quattro volte campione del mondo fa conoscenza con la sua nuova squadra. Che sta lavorando sodo per colmare il distacco dai rivali, rinnovando non solo gli uomini ma anche la tecnologia.

MARANELLO - Ben arrivato Sebastian! La giornata di ieri, giovedì 15, rimarrà segnata nella storia della Ferrari: per la prima volta, infatti, il nuovo acquisto Sebastian Vettel ha visitato la sede della scuderia a Maranello. A convocarlo, spiega la nota ufficiale del Cavallino rampante, è stato il team principal Maurizio Arrivabene, anche lui un nuovo arrivo, proveniente dallo storico sponsor Marlboro.

«Il quattro volte campione del mondo – si legge nel comunicato – ha visitato i reparti della Gestione sportiva e ha così approfondito la conoscenza delle persone con le quali lavorerà per tutta la stagione». A poco più di due settimane dall’inizio delle prove invernali a Jerez, dunque, stanno andando al loro posto tutti i tasselli di un mosaico rosso profondamente rinnovato dopo il flop del 2014. Gli ingaggi di Vettel al posto di Fernando Alonso e di Arrivabene al posto di Marco Mattiacci non sono che la punta dell’iceberg di un cambiamento che ha investito tutti i vertici, a partire da quelli tecnici, dove il responsabile Pat Fry e il capo progettista Nikolas Tombazis sono stati sostituiti rispettivamente da James Allison e Simone Resta.

L’ultimo arrivato, in ordine di tempo, è però il test driver Jean-Eric Vergne, già titolare alla Toro Rosso, che si dividerà i compiti dei collaudi con il terzo pilota Esteban Gutierrez. Anche il francese ha visitato Maranello per la prima volta proprio nei giorni scorsi, per la precisione martedì 13, facendo conoscenza con quel simulatore che sarà il suo nuovo «ufficio» in questa stagione. «Il primo giorno da ferrarista è davvero qualcosa di speciale - ha commentato - Ma già dalla sera prima avevo fatto un giretto a Maranello e mi ero reso conto che è una città che vive di Ferrari. Quest’anno lavorerò parecchio al simulatore, questa prima presa di contatto è stata molto utile. Conosco sia Sebastian Vettel che Kimi Raikkonen e non vedo l’ora di lavorare con loro».

Dietro a quest’aria di novità e alle dichiarazioni entusiastiche si nasconde però uno stato di forma decisamente poco promettente in vista dell’avvio di stagione. Ad ammetterlo senza mezzi termini è stato il presidente in persona (anch’egli nuovo, almeno per Maranello), Sergio Marchionne: «Iniziamo in ritardo, ma lavoreremo a testa bassa per cercare di vincere. La mia speranza è che vedremo prestazioni migliori in pista verso la fine della stagione. Penso che la parte più interessante del 2015 saranno le ultime gare». Persino i diretti interessati, insomma, sono concordi nel ritenere che la Ferrari comincerà quest’annata di transizione con un handicap rispetto ai rivali. Un handicap che però la dirigenza sta lavorando sodo per colmare, investendo anche cifre imponenti.

Un esempio sono i 40 milioni di euro spesi per la nuova piattaforma dinamica che consentirà le prove direttamente in officina dell’intero pacchetto vettura-motore. Si tratta dell’ultimo gioiello tecnologico del colosso austriaco AVL, nuovo partner della casa modenese i cui specialisti in ricerca e simulazione, ironia della sorte, erano in precedenza legati a filo doppio alla Red Bull. Un’arma in più per aggirare le pesanti restrizioni imposte dal regolamento sulle prove in pista e in galleria del vento, simulando staticamente velocità che possono raggiungere i 360 km/h.