5 aprile 2020
Aggiornato 03:00
Calcio | Nazionale

Conte: «Seguo Dybala e Vazquez»

Proseguono le visite di Antonio Conte ai club di Serie A. Oggi è stata la volta del Palermo, con il ct che in compagnia del team manager Gabriele Oriali si è recato nel Centro Sportivo di Boccadifalco per seguire l'allenamento della squadra. I due giocatori potrebbero optare per l'azzurro.

PALERMO - Proseguono le visite di Antonio Conte ai club di Serie A. Oggi è stata la volta del Palermo, con il ct che in compagnia del team manager Gabriele Oriali si è recato nel Centro Sportivo di Boccadifalco per seguire l'allenamento della squadra. Dopo aver salutato il tecnico dei rosanero Giuseppe Iachini, Conte ha incontrato il responsabile dell'area tecnica della società Dario Baccin e l'amministratore delegato Andrea Cardinaletti.

«Il Palermo - ha dichiarato il commissario tecnico azzurro - sta facendo un ottimo campionato e non avevo alcun dubbio perché Iachini è un tecnico molto preparato. Conosco diversi giocatori rosanero che ho avuto nelle squadre che ho allenato. Adesso continuiamo a monitorare il campionato e a lavorare. Guardiamo tutti, compresi quelli che potrebbero decidere di optare per l'azzurro come Dybala e Vazquez».

Conte ha poi ringraziato gli sportivi palermitani per la calorosa accoglienza riservata alla Nazionale in occasione del match con l'Azerbaigian («abbiamo fatto un carico di entusiasmo enorme, solo piazze come Palermo possono riuscire a trasmettere emozioni come queste») e ha ribadito l'importanza di poter usufruire degli stage in vista dei prossimi appuntamenti con le qualificazioni europee: «C'è bisogno della collaborazione da parte di tutti, un giorno in più o in meno con i giocatori non pregiudica il rapporto con gli allenatori ed i club, che deve essere di reciproca fiducia e stima».

Ringrazio il Signore per ciò che ho avuto - E' un ritratto inedito quello che esce dall'intervista pubblicata dal settimanale religioso Credere al ct della Nazionale italiana di calcio Antonio Conte. «Ringrazio sempre il Signore per tutta la fortuna che ho e mi auguro di fare qualcosa che possa giustificare tutto il bene che ho ricevuto» dice Conte che racconta di essere «cresciuto a Lecce. L'oratorio Sant'Antonio a Fulgenzio è stato un punto di riferimento, un rifugio dalle tentazioni della strada».

Ambizioni da tecnico già da piccolo: «Mi piaceva fare il saluto al prete e orchestrare i movimenti degli altri chierichetti». Tra le cose che hanno lasciato il segno l'incontro con il Papa. «Ci sono andato prima del matrimonio, con la mia famiglia: la mia futura moglie e anche Vittoria, mia figlia. Ero andato da peccatore, con una figlia fuori dal matrimonio, ma il Papa ci ha accolto in maniera semplice. Addirittura mancavano delle sedie e si è alzato lui per prenderle».

Quanto alle abitudini prima delle partite di calcio «prima delle partite mi isolo e dedico alcuni minuti alla preghiera e questo mi permette di capire chi cede allo stress: un allenatore sente tutta la pressione addosso, deve gestire calciatori, staff tecnico, tifosi...».

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