Rossi vale il secondo posto mondiale
Dopo il trionfo a Phillip Island al Dottore restano due gare per consolidare una posizione sulla quale in pochi avrebbero scommesso all'inizio del campionato.
MILANO - A inizio stagione in pochi, forse nessuno, avrebbero scommesso un solo euro su Valentino Rossi vice campione alle spalle di Marc Marquez. E invece il dottore non smette mai di stupire. Dopo le due strepitose vittorie a Misano e Phillip Island, con due gare ancora da correre, ciò che sembrava impossibile si sta trasformando nell’ennesima pagina gloriosa di una storia che da vent’anni lascia tutti a bocca aperta.
GLI ANNI PERSI - Quando Rossi decise di unirsi alla Rossa, leggi Ducati, tutti noi italiani sognammo ad occhi aperti. Un matrimonio, il più atteso, che nel nostro immaginario, ma anche in quello dei diretti interessati, doveva portare al decimo titolo di Rossi, per di più in sella ad una moto tutta italiana, la più amata. Oggi invece, col senno di poi, e guardando cosa Valentino riesce ancora a fare in pista a 35 anni suonati, quel biennio lascia decisamente l’amaro in bocca. Facciamo anche triennio, considerando che lo scorso anno, quello del ritorno a casa, se così vogliamo definirlo, è stato un anno di studio, di ricerca del feeling migliore con la moto e di nuove motivazioni.
COL SENNO DI POI - Di quella suggestione Ducati, ora, faremmo volentieri a meno e chissà cosa sarebbe successo se fosse rimasto alla Yamaha. Una decisione, quella di cambiare aria, maturata a causa di quella rivalità interna con Lorenzo che gli toglieva il sonno. Non si sentiva più prima donna, il più amato del box, l’uomo su cui la Casa di Iwata doveva continuare a puntare. Oggi, sicuramente, l’uomo Valentino, più saggio e maturo, avrà capito che con quel fastidio avrebbe fatto bene a convivere, soprattutto perché avrebbe dimostrato con i fatti e con il suo immenso talento quali dovevano essere le gerarchie interne.
LA RIVINCITA - Ma il passato è passato, e con i se e con i ma non si arriva mai da nessuna parte. Meglio pensare al presente, a questa rivincita personale contro i limiti che certa stampa gli vorrebbe imputare su base puramente anagrafica. «Rossi ormai è finito, è vecchio, bollito, con questi giovani non ha speranze» dicevano e scrivevano in molti, forse anche in troppi. Ma «impossibile» non è una parola presente sul vocabolario di Rossi.
ALLA FACCIA DEL VECCHIETTO - Probabilmente, ad armi pari, su dieci gare li metterebbe ancora tutti in fila sette o otto volte. Ma una cosa del genere non la vedremo mai, è fanta-motociclismo, chiacchiere da bar che lasciano il tempo che trovano. Meglio passare oltre.
FINALE DI STAGIONE - Oltre vuol dire terminare questa stagione, e terminarla al secondo posto della classifica mondiale, il che rappresenterebbe un bello smacco per gente come Pedrosa, che sotto il sedere ha la stessa Honda del due volte iridato Marquez, e soprattutto di Lorenzo, perché inizierebbe la prossima stagione con la scomoda etichetta di secondo pilota del team Yamaha. Senza contare il fatto di essere stati entrambi battuti, ancora una volta, da uno più vecchio rispettivamente di 6 e 8 anni. Che a certi livelli e per sport come questo sono tanti, ma tanti…
LOTTA A DUE, FORSE TRE - Malesia prima, già il prossimo weekend, e Valencia poi, domenica 7 novembre. Numeri alla mano, il favorito sarebbe Lorenzo, sempre a podio nelle ultime otto gare (2 vittorie, 5 secondi posti e 1 terzo posto) e con un ritardo da Rossi di soli 8 punti. Più difficile per Pedrosa, lontano 25 punti. A Sepang la storia dice però che Jorge non ha mai vinto, al contrario di Valentino (6 volte, record assoluto) e Dani (2 volte). Più equilibrata, invece, la situazione a Valencia, sempre guardando i precedenti: 3 successi per Pedrosa, 2 a testa per Lorenzo e Rossi. Qui, lo scorso anno, l’ordine d’arrivo fu: 1° Lorenzo, 2° Pedrosa, 3° Marquez, 4° Rossi. Ma, come detto, il passato è un’altra storia. Quella di quest’anno ha ancora due capitoli da scrivere, e noi sappiamo benissimo per chi fare il tifo. Fatto salvo i detrattori, quelli in Italia non mancano mai.
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