15 novembre 2019
Aggiornato 18:00

«Non vorrei che la Seria A diventasse una PlayStation»

Così il presidente dell'AIA, Marcello Nicchi, intervenuto ai microfoni di «Radio Anch'io lo Sport» su Radiouno: «Episodi Rocchi? Questione di centimetri. Mi sono confrontato con l'UEFA e mi hanno detto che gli episodi che si sono verificati sono stati tutti al limite, non catalogabili come errori, episodi che neanche i mezzi tecnologici sono riusciti a chiarire».

ROMA - «Mi sono confrontato con l'Uefa e mi hanno detto che gli episodi che si sono verificati sono stati tutti al limite, non catalogabili come errori, episodi che neanche i mezzi tecnologici sono riusciti a chiarire, questioni di centimetri. Il fatto che piu' amareggia e' che in Italia siamo...italiani. In un altro Paese non si sarebbe neppure parlato di arbitraggio». Così il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, intervenuto ai microfoni di «Radio Anch'io lo Sport» su Radiouno.

ABITUATI ALLE CRITICHE - Per Nicchi «tutti sanno che Rocchi è uno dei primi 5 arbitri europei, il compito di analizzare il suo lavoro è del designatore e lo ha già fatto». Rimarrà fermo? «Fosse per me no, ma quando c'è troppo clamore mediatico bisogna anche saper tutelare gli arbitri». Nicchi respinge con forza l'idea che gli arbitri di oggi paghino calciopoli: «Assolutamente no. Abbiamo i migliori arbitri è ci è riconosciuto in tutto il mondo». Le critiche? «Un po' ci siamo abituati - conclude Nicchi -. Arbitrare è sempre stato e sempre sarà difficile, non ci sarà mai la perfezione. Questa settimana ci ha fatto riflettere. E' stata una settimana di polemiche che non ha fatto bene al calcio in genere».

DISPONIBILE ALLA SPERIMENTAZIONE - Il presidente Nicchi ha anche rivelato che Rocchi dirà cos'ha provato, vissuto e sperimentato, «in un'intervista che abbiamo già concordato». Quanto alla moviola in campo «Tavecchio mi ha chiesto di sperimentare la moviola e io ho detto subito si. Ma, una cosa è la tecnologia, una cosa la moviola. Siamo disponibili a ogni sperimentazione, anche se non è questa la risoluzione dei problemi. Il confronto tra un uomo e una macchina sarà sempre terrificante. Non vorrei che la Serie A diventasse una Playstation. Le tv pagano un milione di euro di diritti tv e se finisce il giochino che facciamo? Chiudiamo gli stadi di Serie A?».

PAESE ALLO SBANDO - L'ultima battuta è sulla violenza. «E' difficile parlare di arbitri quando un deputato fa un'interrogazione parlamentare per un calcio di rigore, mentre questo Paese è allo sbando. Un noto avvocato poi ha detto: 'Rocchi doveva essere mitragliato'. Qualche settimana fa il presidente di una squadra di calcio ha picchiato un arbitro e ha avuto cinque anni di Daspo e di squalifica dal giudice sportivo: in una settimana sono stati già ridotti a tre e mezzo, perchè l'arbitro è stato picchiato all'interno dello spogliatoio e questo non ha generato violenza. Chiederò a Tavecchio di impugnare questa sentenza, che non è accettabile. In Liguria un altro arbitro è stato picchiato da un dirigente, rimediando 25 giorni di prognosi».