2 dicembre 2020
Aggiornato 22:30
GP San Marino | MotoGP - Pagelle

Pagelle MotoGP: che voto dare a Rossi? Nessuno

Chi sarà stato il migliore e chi il peggiore del GP di San Marino? Ecco il nostro pagellone

MISANO ADRIATICO - Rossi stravince, Marquez cade, Lorenzo fa il suo, Pedrosa sempre a podio. Bella gara quella di Misano, peccato solo che le Ducati ci abbiano illuso per l’ennesima volta. Queste le nostre pagelle.

VALENTINO ROSSI - SENZA VOTO
Perché? Perché semplicemente non si può dare un voto ad un pilota che è già leggenda. Non si può giudicare un 35enne che, con una moto finalmente competitiva, dimostra, come sostiene da sempre (suscitando anche grasse risate da parte di chi non lo ritiene più in grado) di metterli tutti in fila: da Lorenzo a Pedrosa a Dovizioso. Costringendo poi, l’unico ad esserci riuscito, e sottolineiamo l’unico…, all’errore il nuovo marziano. Perché Marquez, per sua stessa ammissione, che sia chiaro, si è steso perché non riusciva a tenergli la ruota! Diciotto anni e ventisette giorni dalla prima all’ultima vittoria di una carriera ancora lontana dal concludersi. Della serie "ne vedremo ancora delle belle". Quest’anno la differenza l’ha fatta la Honda, poi Marquez. L’anno prossimo cambia il fornitore delle gomme e cambiano anche le moto, tutte Open. In pratica, nessun favorito, partono tutti alla pari. Magari così fosse! Se avremo un mondiale deciso unicamente dalla bravura dei piloti, statene certi, Rossi correrà per il decimo titolo! Crederci sempre, arrendersi mai. Per questa mentalità sì che un voto glielo diamo: 10 e lode con tanto di pomiciata accademica, se mi si passa il francesismo del bacio.

JORGE LORENZO - VOTO 8
Quando la Yamaha fa il suo lavoro, lui risponde sempre presente. Pole e secondo posto da applausi. Anche se, nel giorno in cui la scena se la prende tutta il padrone di casa, ne avrà sentiti pochi. A Misano erano i favoriti, è vero, ma poi in gara battere le Honda, e Marquez in particolare, è sempre tutta un’altra storia. Per Lorenzo era ghiotta l’occasione per conquistare la prima vittoria in questa stagione, motivo per cui arrivare dietro il compagno di squadra deve far più male che arrivare dietro il leader del mondiale. Ma fino all’ultima curva non ha mai alzato bandiera bianca spingendo come di più non poteva fare. Onore al merito.

DOVIZIOSO E IANNONE - VOTO 7
Con le loro Ducati possono, per ora, prendersi qualche soddisfazione solo al venerdì e al sabato. In gara lottare per il podio, pur partendo dalle prime file, è impresa titanica. Dare spettacolo, invece, è decisamente più nelle loro corde. In poche parole, il massimo che possono ottenere, lo ottengono sempre, lottando con il coltello tra i denti e vendendo cara la pelle. L’anno prossimo saranno compagni di squadra. Due piloti italiani in un team italiano. Un sogno! Iannone sta dimostrando di essere davvero forte e l’augurio per lui è di vederlo presto in sella ad una moto in grado di farlo lottare per il titolo. Dovizioso è il secchione silenzioso, quello che non porta mai a casa una insufficienza ma che non diventerà mai capo classe. La simpatia c’è, il carisma meno, ma il talento non si discute. Fa rabbia pensare che sia stato fatto fuori dal team HRC a vantaggio di Pedrosa. Scandaloso! E non aggiungiamo altro.

DANI PEDROSA - VOTO 6 (politico)
Cavallo vincente mai, o quasi. Cavallo piazzato sempre. Lo vorremmo tanto vedere in sella ad un’altra moto per leggere il suo nome a metà classifica di ogni gran premio. Perché senza la Honda, tanto varrebbe. Questo il nostro legittimo pensiero. Per qualcuno discutibile, ma tant’è. È partito male, ha recuperato, sorpassato e finito al terzo posto a più di quattro secondi da Rossi. Fenomeno? Mah...

MARC MARQUEZ - VOTO 5,5
Forse sarà la prima ed unica insufficienza della stagione per questo grandissimo pilota, ma se la porta a casa non tanto per la caduta, quanto per la delusione che ci ha arrecato non vederlo in lotta con Rossi fino alla fine. Sarebbe stata una di quelle gare da consegnare alla storia. Un vero peccato. Ha sbagliato sotto pressione perché, per stare dietro alla Yamaha del Dottore, stava guidando al limite, impiccato. Per questo, per questa sua determinazione, per questo adorabile disgusto verso i calcoli e la prudenza, per la voglia di spingersi sempre oltre il limite e di voler combattere e battere i più forti, Marquez si merita oggi e sempre il voto più alto. Voto 10 per tutto questo, voto 1 come il punticino racimolato a Misano. Se la matematica non è un’opinione, la media è fatta. Peccato per quel piccolo difetto che non ce lo farà mai amare e idolatrare come Valentino: è spagnolo. Ma è anche irresistibilmente simpatico, mannaggia a lui.