21 settembre 2019
Aggiornato 02:00

Seedorf no, Mazzarri si. Le assurde contraddizioni della Milano del calcio

I tecnici di Milan e Inter spaccano in due l’opinione pubblica. Sulla sponda rossonera, tifosi tutti dalla parte di Seedorf, già però con la lettera di licenziamento in viaggio; sul fronte Inter, il presidente Thohir continua a confermare Mazzarri, inviso all’intero popolo nerazzurro.

Twitter fa sempre più tendenza e quando un hashtag diventa il «trending topic» del giorno vuol dire qualcosa di grosso bolle in pentola. E’ il caso dell’ormai famoso #mazzarri vattene, raccoglitore gigante di tutta l’insoddisfazione e la frustrazione dei tifosi nerazzurri.

E fa il paio con l’hashtag gemello, #iostoconseedorf, dove invece si stanno dando appuntamento tutti i milanisti in allarme per quanto si legge a proposito del rapporto tormentato tra l’allenatore olandese e la dirigenza del Milan.

Partiamo da Mazzarri. La sconfitta del derby è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Per il tecnico livornese, (dopo Allegri, ancora un labronico all’origine dell’insoddisfazione dei tifosi milanesi) appare addirittura impietoso il confronto con l’Inter di Andrea Stramaccioni, una delle più sconfortanti degli ultimi anni.

Tra le tante accuse mosse nei confronti dell’ex allenatore del Napoli, appaiono nell’ordine: il gioco monocorde della squadra, gli incomprensibili alti e bassi di un gruppo che ancora non ha trovato la chiave per rendere al meglio, il sottoutilizzo – anche nel derby - di icone della storia interista, quali capitan Zanetti e bomber Milito («Ti ricorderemo come l'allenatore che ha interrotto il record di presenze consecutive del capitano!») ed una generica mancanza di assunzione di responsabilità.

Ciò che ha scatenato la rabbia dei tifosi interisti è stata l’assoluta assenza di gioco proposta nel derby. Abbiati ha incassato il suo s.v., mantenendo guanti intonsi e maglietta pulita, perché dall’Inter non è arrivato neppure un tiro in porta in oltre 90 minuti: «Nemmeno quando abbiamo perso 6-0 con Tardelli in panchina non abbiamo fatto neppure un tipo in porta» ed ancora «Zero tiri in porta, mai successo nelle ultime dieci stagioni. Serve altro?» solo alcuni dei messaggi scritti contro Walter Mazzarri dopo il derby.

Se dipendesse dai tifosi, il destino dell’allenatore nerazzurro sarebbe già scritto, più o meno come nel caso di Clarence Seedorf, praticamente già messo alla porta da Berlusconi e Galliani, malgrado l’affetto incondizionato della compatta tifoseria milanista.

La questione della panchina rossonera appare ancora più scombiccherata: il Milan, da quando l’olandese ha sostituito Max Allegri, ha totalizzato ben 32 punti in 17 incontri (una media di 1.88 a partita), sei vittorie negli ultimi sette match e un derby vinto con pieno merito dopo tre lunghi anni di astinenza. Alla faccia della squadra scossa – si dice – da torbide lotte intestine.

Basterebbe questo ad assicurare a Seedorf la conferma sulla traballante panchina rossonera. Ed invece, come ripetiamo da diverse settimane, la dirigenza rossonera ha preso la sua decisione: il destino dell’olandese è segnato. Ma forse non tutto è perduto. Se il Milan dovesse proseguire in questo modo il suo cammino in campionato, se continuasse ad ottenere vittorie preziose come quella nel derby e magari riuscisse a guadagnare un difficile pass per la prossima Europa League, la situazione potrebbe prendere una piega al momento inattesa. Ve lo immaginate con che faccia Galliani si troverebbe a spiegare al mondo - rossonero e non - i perché di una scelta tanto cervellotica?

Io resto dell’avviso che se prendi un allenatore alla prima esperienza in panchina, gli devi anche consentire qualche errore (altrimenti sarebbe Mandrake). In questo caso, oltre ai risultati sul campo, stanno arrivando dall’olandese anche chiari segnali di emendamento nella gestione dei rapporti con il mondo rossonero. Era stato ad esempio invocato un parziale ravvedimento del tecnico su alcuni punti chiave del suo teorema tecnico-tattico, la possibilità di schierare insieme i due terzini della Nazionale (con De Sciglio utilizzato a sinistra, dove è probabile che lui preferisca giocare), Balotelli accanto a Pazzini, Poli al posto di Honda. Ebbene, senza passare per quello che subisce le imposizioni della società, quindi proponendo queste «novità» solo a partita in corso, Seedorf ha approfittato del derby per mandare un messaggio importante ai suoi nemici in società: «io sono pronto a rivedere le mie posizioni».

Ecco perché sarebbe opportuno, da parte dei vertici rossoneri, rivedere le minacciose teorie di licenziamento e provare a costruire con Seedorf, e non contro di lui, il Milan della rinascita. E’ l’augurio che si fanno tutti i tifosi milanisti, schierati in maniera compatta con Clarence…#iostoconseedorf.