26 gennaio 2020
Aggiornato 13:00
Coppa Italia Tim Cup

Allegri: Con la Juve non sarà guerra

L'allenatore del Milan spiega che a Marotta e Conte riserverà un «saluto normale» essendo «una persona educata». Torneranno a disposizione Mexes e Seedorf. Galliani: Con Ibra non temo il Barcellona

MILANO - «Sarà una bella partita, cattiva calcisticamente, ma non sarà una guerra. Le polemiche arbitrali? La terna potrà stare serena». Così Massimiliano Allegri presenta la delicata semifinale di ritorno di Tim Cup con la Juventus. L'allenatore del Milan spiega che a Marotta e Conte riserverà un «saluto normale» essendo «una persona educata». «Ci sono state un po' di schermaglie, ma fa parte del gioco. All'andata abbiamo perso ma la squadra sta bene, abbiamo le potenzialità per ribaltare il risultato. Non mi preoccupa che con la Juve abbiamo perso due volte e una volta pareggiato in modo anomalo: siamo pronti per questa partita».

Allegri rivolge poi uno sguardo alla condizione della squadra bianconera: «La Juve gioca molto bene, nelle ultime due trasferte di Genova e Firenze ha offerto ottime prestazioni e ha mostrato di essere in condizione dal punto di vista fisico. Per la Juve - prosegue il livornese - sarà un vantaggio giocare domani nel proprio stadio, ma il Milan è pronto per disputare questo tipo di partite». Servirà del Valium per Ibrahimovic dopo le scintille con Chiellini all'andata? «Non c'è bisogno, Zlatan è sereno - risponde sorridente Allegri âÇô e tutti dobbiamo essere sereni per 90 minuti perché il risultato si può ribaltare».

Per la trasferta di Torino torneranno sicuramente a disposizione Mexes e Seedorf ma Allegri ha ancora diversi dubbi sulle condizioni degli altri infortunati: «Dovrò trovare l'equilibrio tra chi ha giocato meno e chi ha giocato di più. Valuterò se portare Boateng a Torino o se aspettare la partita con la Roma. Robinho non è pronto e speriamo che lo sia per la gara con i giallorossi. Van Bommel, tra l'altro squalificato in Champions, ha ancora problemi alla schiena. La formazione che andrà in campo - conclude Allegri - sarà in grado di gestire i 90 minuti, che magari possono diventare anche 120 in caso di supplementari».

Galliani: Con Ibra non temo il Barcellona - Il Milan, capolista in serie A e ancora in corsa in Champions League e in Tim Cup, sogna il 'triplete', soprattutto con lo strepitoso Ibrahimovic di questa stagione. Di questo e altro ha parlato Adriano Galliani, che si è concesso al numeroso popolo di Twitter sulla pagina ufficiale del club. Si parte parlando del Barcellona, avversario nei quarti di Champions: «Non abbiamo paura. Dobbiamo provare a vincere tutte e tre le competizioni, ma non parlo di tripletta dal 1990». Con questo Ibra è giusto sognare in grande: «È la sua miglior stagione? Credo proprio di sì, anche se Ibra è stato sempre grande e ho ancora il rimpianto che non sia arrivato nel 2006». Lo svedese è uno dei quattro colpi storici del braccio destro di Berlusconi con «Van Basten, Shevchenko, Kakà». In questo Milan sono riusciti a farsi largo due giocatori che non erano arrivati tra squilli di tromba, come Boateng ed Emanuelson. «Pensavamo di acquisire due buoni giocatori ma entrambi si sono rivelati superiori alle aspettative. Il tanto chiacchierato mister X? Il mio mistero è chiuso in me...», ha detto Galliani, che poi parla del colpo Nocerino. «Tanti Nocerino nel prossimo mercato? Speriamo proprio di sì, visto il rendimento straordinario di Antonio». Da un Antonio all'altro, ovvero Cassano, che sta bruciando le tappe per rientrare: «Cassano sta bene e mi auguro ci siano piacevoli novità a breve».

L'ad rossonero conferma di essere scaramantico, come dimostrano le numerose cravatte gialle che indossa. «Quante ne ho? Tantissime, forse 100-200. Spero di indossare ancora la cravatta usata a Parma non la cambio se porta fortuna nel match precedente». Galliani la sfoggerà quindi anche a Torino dove il Milan proverà a ribaltare il 2-1 patito a San Siro nell'andata delle semifinali di Tim Cup contro la Juventus. «Domani sarà sicuramente una partita molto difficile visto il risultato dell'andata, ma proveremo a vincere!».