12 novembre 2019
Aggiornato 20:00
Medicina ayurvedica

Come cucinare i legumi per evitare il gonfiore addominale

La medicina ayurvedica consiglia di lavare i legumi in maniera appropriata e condirli con le giuste spezie per evitare il gonfiore addominale

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ROMA – I legumi sono buoni e un’eccellente fonte di proteine vegetali. Ma come molti avranno sperimentato più volte, causano gonfiore addominale, gas e problemi digestivi. La cucina ayurvedica, che utilizza questo genere di alimenti da millenni a scopi salutari, consiglia come cucinarli al meglio pur mantenendo una pancia piatta.

Scegli sempre legumi decorticati
E’ la scelta che fa la differenza. Se si vogliono evitare problemi digestivi e gonfiore addominale è bene acquistare solo legumi decorticati. È la pellicina che si trova in superficie, infatti, che tende a causare meteorismo in maniera direttamente proporzionale alla durezza della «grumella».

Per prima cosa lava bene i legumi
Come insegna Krish Benvenuti nel video, tutti i legumi vanno lavati accuratamente prima dell’uso, anche se si tratta di lenticchie decorticate. Si mette l’alimento sotto l’acqua e si sciacqua bene fino a eliminare totalmente la schiuma che produrrà. Non dimentichiamo però che va eliminata la schiuma che si forma in superficie anche durante la cottura.

Non scordare mai cumino e finocchio
Alcune spezie hanno la preziosa virtù di ridurre il gonfiore addominale. Tra le principali, usate in medicina ayurvedica, ci sono il finocchio e il cumino. Queste vanno prima triturate bene in un pestello, meglio se si tratta di un Suribachi, un modello Giapponese dotato di scanalature che ne migliorano la triturazione.

Assafetida per sostituire aglio e cipolla
Anche la cipolla e l’aglio sono eccellenti rimedi per sgonfiare la pancia, ma in India si utilizza l’Assafetida, dalle virtù ancora più accentuate. A scopo curativo e culinario si utilizza la gommoresina estratta dalle radici. A dispetto del nome è molto apprezzata in cucina, ora anche dagli chef italiani che amano cucinare con alimenti esotici. Oltre a una marcata azione carminativa, l’assafetida vanta proprietà digestive, antispasmodiche, lievemente lassative e antispastiche. La varietà migliore è la Chadda. Ma attenzione alle mistificazioni, perché spesso viene «tagliata» con spezie meno pregiate.