23 maggio 2019
Aggiornato 17:00
Ayurveda

Le mille benefiche virtù del Ginseng Indiano, o Ashwagandha

Si chiama Ginseng Indiano, ma con il vero ginseng non ha legami di parentela. Il nome, invece è dato dalle proprietà che sono simili quanto a benefici. Scopriamolo insieme

Le proprietà del Ginseng indiano
Le proprietà del Ginseng indiano ( Shutterstock )

Il suo vero nome è Ashwagandha, ed è una pianta tipica dell’India utilizzata con successo nella medicina ayurvedica. Il suo soprannome è Ginseng Indiano, ma sappiamo che non è botanicamente legato al vero ginseng. Questo nome popolare è invece dovuto alle sue proprietà, che lo accomunano alla nota radice dalla forma ‘umana’.

È ‘parente’ del cavallo
Il nome Ashwagandha significa in sanscrito ‘odore di cavallo’, ma non tanto perché ‘puzzerebbe’ di cavallo ma per la capacità di rendere forti e dare vigore simile a quello di uno stallone. Non a caso l’Ashwagandha è utilizzato per rafforzare l’immunità dopo una malattia e stabilizzare l’organismo. L’Ashwagandha è altresì un rimedio adattogeno (che combatte tra l’altro lo stress) e promuove l’omeostasi (o equilibrio) del corpo.

Le proprietà
Tra le diverse e numerose proprietà, Ashwagandha è in grado di combattere lo stress e tutte le situazioni che mettono a dura prova l’organismo, incrementare la resistenza e l’energia fisica, compresa l’energia sessuale. E poi calma il sistema nervoso, allevi l’ansia e sostiene la mente, favorendo la concentrazione. Infine migliora anche la qualità del sonno.

Cosa contiene
Ashwagandha, oggetto di ricerca scientifica, è stato studiato a fondo. Tra le varie componenti trovate al suo interno vi sono lattoni steroidei, alcaloidi, aminoacidi, acidi grassi, alcuni zuccheri e colina. È proprio la combinazione unica di queste sostanze che fanno di Ashwagandha un rimedio naturale che ha diversi beneper la salute.

Diverse azioni
La sua azione antiossidante sulle cellule lo rende un rimedio principe contro lo stress ossidativo. E poi pare riduca la degenerazione delle cellule cerebrali, migliorando anche la memoria e le funzioni cognitive. Diversi ricercatori ritengono che questa pianta debba essere studiata per la ricerca di trattamenti per malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. Infine, alcuni studi suggeriscono che Ashwagandha possa essere un rimedio anticancro: la sua azione antinfiammatoria potrebbe agire come preventivo della malattia e altri studi condotti su modello animale hanno mostrato la sua capacità di inibire la crescita di diversi tipi di tumori come quello del polmone, del colon, del seno, della pelle e dello stomaco. Stimola il sistema immunitario e promuove dunque la difesa contro le infezioni batteriche e virali.

Come si assume
La medicina ayurvedica consiglia l’assunzione di 600-1.000 mg di Ashwagandha, distribuiti in una-due volte al giorno. L’uso è sconsigliato alle donne in gravidanza a titolo cautelativo, poiché studi su modello animale hanno che può causare aborto (ma non esistono studi sull’uomo in tal senso). In ogni caso, come per qualsiasi rimedio, è sempre bene prima rivolgersi a un esperto o specialista.