27 settembre 2020
Aggiornato 12:30
Psicologia

Papà 2020, sfide e requisiti dell’essere padre ai giorni nostri

Il dott. Dario Grigoli di Guidapsicologi.it approfondisce la questione del ruolo del padre nel XXI secolo, spiegando com’è cambiata la figura paterna negli ultimi anni e l’impatto che ha sui figli

Papà 2020, sfide e requisiti dell’essere padre ai giorni nostri
Papà 2020, sfide e requisiti dell’essere padre ai giorni nostri Pixabay

La mamma lavora, e il papà anche. E se la mamma si prende cura del figlio, il padre anche. Si tratta della normalizzazione e stabilità emozionale dei figli. L’evoluzione generazionale è importante e necessaria, e i genitori d’oggigiorno si trovano a dover conciliare e vita lavorativa e vita familiare, sia che si tratti di uomini che di donne.

Nel corso degli anni, le famiglie tendono ad avere meno figli, le coppie con genitori separati aumentano, e tutto ciò comporta che molti papà devono esercitare il ruolo di padre a tempo pieno o parziale per i propri figli. Questa evoluzione della figura può essere per l’uomo meravigliosa e arricchente, poiché lo rende più completo e non un semplice lavoratore che procaccia beni per la famiglia. Negli ultimi decenni si sono formati e continueranno a formarsi uomini pieni, che possono accettare naturalmente entrambi i ruoli senza perdere nulla di maschile. Allo stesso modo, vi saranno madri più indipendenti, e donne più forti in futuro, senza che possa perdersi o essere messa a rischio la loro femminilità.

Il dott. Dario Grigoli di Guidapsicologi.it approfondisce la questione della paternità e il ruolo del padre nel XXI secolo, spiegando com’è cambiata la figura paterna negli ultimi anni e l’impatto che ha sui figli, quali sono le nuove sfide e i nuovi obiettivi, con alcuni consigli utili per i papà. Nuovi e non.

Si parla sempre delle mamme, ma come influisce la figura paterna nella crescita del bambino?
«La figura del papà è fondamentale per lo sviluppo e la crescita della personalità del bambino. Il padre rappresenta infatti sia al livello simbolico che a livello pratico il punto di riferimento valoriale per il bambino che si affaccia al mondo. Il padre, come figura di riferimento complementare a quella materna, accompagna il bambino verso le relazioni con il sociale, trasmettendo sentimenti di sicurezza probabilmente differenti ma altrettanto utili da quelli trasmessi dalla madre. Se questo è vero per le prime fasi dello sviluppo, la funzione paterna aumenta di significato a mano a mano che il bambino cresce. Pensiamo ad esempio a ruolo centrale svolto dal padre nella fase adolescenziale, periodo in cui i ragazzi hanno bisogno di un riferimento, un modello da imitare e allo stesso tempo da cui distanziarsi.»

I ruoli maschile e femminile sono ben definiti, o possono essere intercambiabili?
«A mio avviso le differenze di genere non solo vanno riconosciute, ma vanno perfino rispettate e mantenute. Oggi assistiamo ad un fenomeno sociale che è quello dei «mammi», i padri che tendono a sostituirsi in tutto, o quasi, alle madri. Credo che per quanto sia importante una certa flessibilità di ruoli fra genitori, tanto più che oggi i ritmi di lavoro lo impongono, sia fondamentale mantenere una certa distinzione di ruolo.»

È importante sottolineare come, indipendentemente dal ruolo educativo di ognuno, l’importanza dell’essere intercambiabili si fonda su un concetto di uguaglianza tra i sessi, e bisogna abituarsi al fatto che mantenimento, cura, educazione sono compiti che riguardano entrambi i genitori. Non solo. Questo salto verso un'uguaglianza reale permette di considerare normalità equivalente una famiglia composta da due genitori uomini o due genitori donne, che al giorno d’oggi sono all’ordine del giorno. Al primo posto c’è l’amore, e questo non va misurato né valutato a seconda del genere di appartenenza.

Com'è cambiata la figura del papà rispetto a 30 anni fa? E nell'ultimo decennio?
«Il padre nel corso degli ultimi 30 ha perso di autorevolezza. Probabilmente sulla scia di movimenti culturali che bandivano l'autorità o che esaltavano il femminile, la figura paterna ha perso di autorevolezza nei confronti dei figli. Quello che sembrava un progresso, rappresenta a mio avviso oggi, un'involuzione a livello relazionale. La figura paterna è indispensabile tanto quanto le altre figure relazionali presenti in un nucleo familiare e sociale, a trasmettere valori come concretezza, senso etico, morale ed altro ancora.»

Un papà moderno: cosa salvaguardare e cosa eliminare rispetto al papà di una volta
«In medio stat virtus. I padri moderni hanno acquisito maggiore capacità di gestire le emozioni, più flessibilità nel ruolo di accudimento nelle fasi precoci dello sviluppo di un bambino, al punto che spesso si sostituiscono alle madri nelle funzioni di accudimento precoce. Tuttavia, credo che sia indispensabile mantenere il ruolo di guida certa e sicura che una bambino ed un adolescente cercano per consolidare un forte senso di sé.»

I papà moderni provengono da una generazione in cui l’essere padre aveva un profilo chiaramente marcato, fondato sul lavoro, e autorità e imposizione erano alla base della relazione con i figli. Non a caso la frase più frequente nelle maggior parte delle case italiane era «quello che dice papà», «chiedi a papà». Sono dinamiche che al giorno d’oggi hanno perso la loro forza, atteggiamenti che non sono più parte del modo di essere padre, e in senso più ampio della forma di relazionarsi come uomo. Amore e rispetto devono essere la base dell’insegnamento, strumenti chiave per la formazione e lo sviluppo futuro dei figli. Il rispetto tra genitori e verso i figli è fondamentale, se vogliamo che i nostri figli imparino ad averlo verso se stessi, in casa e verso il prossimo. Lo stesso vale per l’amore. E se l’amore tra adulti dovesse venire meno, ciò che conta è che al primo posto ci sia sempre l’amore per i propri figli, anche separatamente.

Tre consigli imprescindibili per un neo papà:

  1. Ascoltare sempre e comunque i propri figli. È importante che un bambino o un adolescente si senta ascoltato, accolto e capito. Solo dopo avere stabilito un buon rapporto un figlio si fiderà di voi e svilupperà fiducia in se stesso.
  2. Porre delle regole, flessibili se volete, ma è fondamentale che ci siano. Una regola pone confini e fornisce punti di riferimento per il bambino. Confondere l'indulgenza con la mancanza di regole è un grosso errore. Porre dei confini, sarà molto utile per differenziarsi e strutturare la propria personalità. Una vita senza regole crea bambini deboli e privi di punti di riferimento.
  3. Tenere viva la relazione con i propri figli. Giocate, parlate, svolgete attività che interessino entrambi affinché vostro figlio si nutra di buone emozioni ed esperienze indimenticabili.