19 settembre 2019
Aggiornato 18:30
Malattie mentali

Carenza di vitamina D e schizofrenia, confermato il legame

Uno studio conferma il legame tra carenza di vitamina D neonatale e la schizofrenia. Il perché

Vitamina D e schizofrenia
Vitamina D e schizofrenia Shutterstock

A quanto pare esiste davvero un legame tra una carenza di vitamina D neonatale e il rischio di sviluppare una grave malattia mentale come la schizofrenia più avanti nella vita. A confermarlo è un nuovo studio condotto in team dai ricercatori australiani e danesi. La scoperta potrebbe aiutare a prevenire alcuni casi della malattia psichiatrica trattando la carenza di vitamina D durante le prime fasi della vita e nella donna in gravidanza.

La scoperta - Il prof. John McGrath dell’Università del Queensland (UQ) in Australia, insieme ai colleghi dell’Università di Aarhus in Danimarca, ha scoperto che i neonati con carenza di vitamina D (alla nascita) avevano un rischio aumentato del 44% di ricevere una diagnosi di schizofrenia da adulti rispetto agli adulti nati con normali livelli di vitamina D. «La schizofrenia è un gruppo di disturbi cerebrali poco conosciuti caratterizzati da sintomi come allucinazioni, sconforti e deterioramento cognitivo – spiega il prof. McGrath – Dato che il feto in via di sviluppo dipende totalmente dai depositi di vitamina D della madre, i nostri risultati suggeriscono che garantire alle donne in gravidanza livelli adeguati di vitamina D può comportare la prevenzione di alcuni casi di schizofrenia, in un modo paragonabile al ruolo svolto dall’integrazione di folati nella prevenzione della spina bifida».

Le conferme - I nuovi riscontri, sottolinea il prof. McGrath, hanno confermato un precedente studio condotto da lui che aveva già trovato un’associazione tra carenza di vitamina D neonatale e un aumentato rischio di schizofrenia. Il nuovo studio ha coinvolto 2.602 individui e si è basato su campioni di sangue prelevati da neonati danesi tra il 1981 e il 2000 che hanno continuato a sviluppare la schizofrenia come giovani adulti. I ricercatori, dopo aver analizzato i livelli di vitamina D nel sangue, hanno confrontato i primi campioni con quelli di persone abbinate per genere e data di nascita che non avevano sviluppato la schizofrenia. La malattia psichiatrica è associata a molti diversi fattori di rischio, sia genetici che ambientali, ha precisato McGrath, ma la ricerca ha suggerito che la carenza di vitamina D neonatale potrebbe rappresentare circa l’8% dei casi di schizofrenia in Danimarca.

Lo stile di vita e l’ambiente - «Gran parte dell’attenzione nella ricerca sulla schizofrenia si è concentrata su fattori modificabili nelle prime fasi della vita, con l’obiettivo di ridurre il carico di questa malattia - aggiunge McGrath - La ricerca precedente ha identificato un aumento del rischio di schizofrenia associato alla nascita in inverno o in primavera e al vivere in un Paese ad alta latitudine, come la Danimarca. Abbiamo ipotizzato che bassi livelli di vitamina D nelle donne in gravidanza a causa della mancanza di esposizione solare durante i mesi invernali potrebbero essere alla base di questo rischio, e studiato l’associazione tra carenza di vitamina D e rischio di schizofrenia».
Sebbene l’Australia sia un Paese con maggiore insolazione, rispetto alla Danimarca, la carenza di vitamina D può essere anche lì un problema, ha fatto notare il ricercatore, poiché anche le donne australiane in gravidanza devono fare i conti con uno stile di vita errato e le precauzioni suggerite per l’esposizione solare. «Il passo successivo è quello di condurre studi clinici randomizzati di integratori di vitamina D in donne in gravidanza che hanno carenze di vitamina D, al fine di esaminare l’impatto sullo sviluppo del cervello del bambino e il rischio di disturbi dello sviluppo neurologico, quali l’autismo e la schizofrenia», conclude McGrath.

Riferimento: Darryl W. Eyles et al, ‘The association between neonatal vitamin D status and risk of schizophrenia’, Scientific Reports (2018). DOI:10.1038/s41598-018l-35418-z.