16 dicembre 2018
Aggiornato 17:30

La musica può migliorare l’umore nelle persone affette da demenza

Le persone affette da demenza possono trarre giovamento dall’ascolto di musica per almeno venti minuti al giorno

la musica migliora l'umore nelle persone affette da demenza
la musica migliora l'umore nelle persone affette da demenza (Jenny Sturm | sHUTTERSTOCK)

Le persone affette da varie forme di demenza, tra cui anche l’Alzheimer, generalmente hanno l’umore piuttosto ballerino. Devono quindi affrontare quotidianamente episodi di depressione, ma anche ansia e agitazione. Da ciò si evince che la situazione è tutt’altro che semplice e che si complica non poco considerando lo stato di salute cerebrale. Tuttavia, secondo un recente studio pubblicato su Geriatrics & Gerontology International la musica svolgerebbe un importante ruolo. Ecco i dettagli della ricerca.

Lo studio
Durante lo studio, condotto su 51 persone affette da demenza che frequentavano centri diurni per adulti, gli scienziati hanno valutato l’impatto della musica in termini di umore. Dalle osservazioni comportamentali si è potuto notare un cambiamento positivo anche per quanto riguarda il livello di agitazione.

Cosa è cambiato
I partecipanti che hanno ascoltato la musica erano più gioiosi, maggiormente predisposti al contatto, erano più coinvolti dalle attività e parlavano di più. Inoltre, muovevano maggiormente gli occhi, miglioravano il contatto visivo, avevano meno sonnolenza ed erano più inclini al movimento e alla danza.

La musica
Per ottenere tali risultati, ai partecipanti sono state fornite delle cuffie in cui veniva diffusa musica personalizzata. Tutti i tipi di musica hanno stimolato l’interazione sociale sia tra di loro che con i ricercatori. Il tutto aveva una durata media di venti minuti, dopodiché i volontari allo studio sono stati riportati al centro allo scopo di tornare alle loro normali attività. In tale periodo venivano osservati attentamente dagli scienziati.

Risultati promettenti
«I risultati promettenti di questo intervento economico e significativo hanno spinto il nostro team a sviluppare una formazione online per gli operatori specializzati nelle comunità di assistenza a lungo termine. La 'Mason Music & Memory Initiative (M3I)' combina questa formazione con l'intervento musicale e sarà implementata in oltre 100 strutture infermieristiche della Virginia nei prossimi tre anni», conclude il dottor Emily Ihara, della George Mason University.

Fonti scientifiche

[1] Original Article: Epidemiology, Clinical Practice and Health - Results from a person‐centered music intervention for individuals living with dementia - Emily S Ihara  Catherine J Tompkins  Megumi Inoue  Sonya Sonneman - First published: 20 November 2018  https://doi.org/10.1111/ggi.13563