16 dicembre 2018
Aggiornato 09:00

Herpes zoster o Fuoco di Sant’Antonio, il nuovo vaccino è più efficace

Un nuovo studio mostra che il nuovo vaccino per prevenire l’herpes zoster è più efficace del precedente. Ecco come agisce

Herpes zoster
Herpes zoster (Jarun Ontakrai | shutterstock.com)

L’herpes zoster, detto anche Fuoco di Sant’Antonio, è una malattia virale piuttosto seria e dolorosa, che origina da una precedente infezione da virus della varicella. Come per tutti i virus della famiglia degli herpesvirus, una volta che si è contratto ce lo si ritrova nel proprio organismo per tutta la vita. Poi, in seguito a situazioni di particolare stress, di indebolimento immunitario e altri fattori, di tanto in tanto questi virus si risvegliano causando i tipici sintomi e problemi che portano con sé. Secondo le stime, circa una persona su quattro svilupperà l’herpes zoster nella sua vita, di cui circa i due terzi dopo i 50 anni d’età. Chi ha già provato l’herpes zoster sa quanto questo possa essere brutto.

Il nuovo vaccino
Per prevenire l’insorgenza dell’herpes zoster è stato approntato un vaccino, già diverso tempo fa. Tuttavia, questo non era del tutto efficace e comportava anche un maggior rischio di effetti collaterali. Ora, invece, è stato sviluppato un nuovo vaccino che è stato oggetto di una revisione sistematica per valutarne gli effetti.

Lo studio
Il nuovo studio revisionale, pubblicato sul British Medical Journal (BMJ), ha coinvolto oltre 2 milioni di adulti. I dati raccolti hanno rivelato che il vaccino venduto con il marchio Shingrix è risultato essere dell’85% più efficace nel ridurre i casi di fuoco di Sant’Antonio, rispetto a Zostavax, che è un vaccino vivo e attenuato disponibile per l’uso in Canada dal 2006. Quanto a effetti avversi, il nuovo vaccino a riportato il 30% di effetti a livello locale, come arrossamento della sede dell’iniezione o gonfiore. Tuttavia, se rapportato al vecchio vaccino, non sono state identificate differenze statisticamente significative circa eventi avversi gravi e decessi.

Niente «testa a testa»
«Non ci sono stati studi testa a testa che hanno confrontato singolarmente i due vaccini, quindi i risultati della nostra revisione sistematica possono essere utilizzati dai responsabili politici, dai medici e dai pazienti per prendere le loro decisioni sull’uso di questi vaccini – ha sottolineato il dott. Andrea Tricco, del St. Michael’s Hospital’s Li Ka Shing Knowledge Institute e professore dell’University of Toronto’s Dalla Lana School of Public Health – Se devi scegliere tra due vaccini e hai prove che dimostrano che uno dei vaccini è un po’ più efficace, o un po’ più sicuro dell’altro, allora potresti essere più disposto a prenderne uno più sicuro ed efficace».

Riferimento: http://www.stmichaelshospital.com/media/detail.php?source=hospital_news/2018/1025a