16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

West Nile, nel 2018 in Italia ci sono stati 544 casi: più che in nove anni

Il virus West Nile quest'anno ha colpito duro in Italia, con oltre 500 casi e 39 pazienti deceduti. Cosa sta accadendo?

Virus del West Nile
Virus del West Nile (Jarun ntakrai | shutterstock.com)

Il virus del Nilo Occidentale, o West Nile, è letteralmente esploso quest’anno in Italia. «Alla data dell’11 ottobre 2018 sono stati segnalati nel nostro Paese complessivamente 544 casi umani confermati. Di questi, 216 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva e 39 pazienti sono deceduti». Lo ha riferito il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, nel corso dell’informativa presso la Commissione Affari Sociali della Camera sui contagi da virus West Nile e da legionellosi in alcune aree del Paese.

Un’impennata di casi
Bartolazzi ha sottolineato che in Italia c’è stata un’impennata di casi, e come «nel 2018 il numero dei contagi abbia superato il totale registrato negli ultimi anni». In particolare, ha riferito, «Dal 2008 al 2017 sono stati verificati in Italia oltre 247 casi umani autoctoni di malattia neuroinvasiva da West Nile in nove regioni: Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna e 8 casi di malattia importata».

Una circolazione maggiore del virus
«Negli anni passati i casi umani si manifestavano a luglio con un picco in agosto – ha aggiunto il sottosegretario – Quest’anno invece si è evidenziata sia a livello europeo che nazionale una circolazione più precoce del virus con i primi casi umani notificati già a giugno sia dall’Italia che dalla Grecia. Inoltre, è stato rilevato un numero più alto dell’atteso di casi umani anche in forma neuroinvasiva e di decessi per una più elevata circolazione virale nelle zanzare e negli uccelli».

I casi in Italia
«Al 4 ottobre 2018 – ha proseguito Bartolazzi – in Emilia-Romagna sono stati confermati 97 casi con 19 pazienti deceduti; in Piemonte 30 casi con due decessi; in Sardegna 3 casi; in Molise 1 caso. Alla data dell’11 ottobre 2018 in Veneto i casi confermati sono stati 59 con 12 decessi, in Friuli-Venezia Giulia 7 casi con 3 decessi e in Sardegna 16 casi con 1 decesso. Altri casi - ha riferito ancora Bartolazzi - sono stati classificati come febbre confermata e al 4 ottobre 2018 62 casi sono stati identificati in donatori di sangue, organi e tessuti: 30 in Emilia-Romagna, 13 in Veneto, 7 in Piemonte, 9 in Lombardia, 2 in Friuli-Venezia Giulia, 1 in Sardegna».
Nel 2017 complessivamente erano stati identificati 27 casi di malattia neuroinvasiva in Italia, con 3 pazienti deceduti. Le persone anziane sono a maggior rischio di infezione e di sviluppo della forma neuroinvasiva. In particolare, nel 2018 la fascia di età in cui si è manifestato il maggior numero di casi è quella delle persone con età pari o superiore a 75 anni seguita dalle persone fra i 65 e i 74 anni - ha riferito ancora il sottosegretario alla Salute Bartolazzi - I casi umani si sono verificati in aree in cui la circolazione del virus era già stata verificata negli anni precedenti ma una maggiore circolazione del virus è stata verificata anche fra gli animali: uccelli e cavalli».

Il problema non è solo italiano
«Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie - ha concluso il sottosegretario - ha segnalato che attualmente i casi umani di infezione da West Nile Virus segnalati nel 2018 superano il totale dei casi notificati negli ultimi 5 anni. Inoltre, l’infezione si sta diffondendo anche in Paesi che in passato non avevano segnalato casi».