16 novembre 2018
Aggiornato 16:30

L’aroma di lavanda rilassa e combatte l’ansia, lo conferma anche la scienza (finalmente)

Anche gli scienziati hanno finalmente confermato che il profumo della lavanda ha proprietà rilassanti e ansiolitiche. Lo studio
Lavanda contro l'ansia
Lavanda contro l'ansia (Olga Miltsova | shuttertock.com)

Chi non conosce la lavanda? Il suo profumo è infatti utilizzato in moltissime lavorazioni, prodotti per la casa, l’igiene personale, detersivi, deodoranti e così via. Ma, chi sapeva – a parte le nonne – che il suo aroma è anche un rilassante e che aiuta a combattere l’ansia? Ora, queste sue proprietà sono state confermate dalla scienza, e da uno studio pubblicato su Frontiers in Behavioral Neuroscience.

Dalla medicina popolare a noi
Chi conosce la medicina popolare, o naturale, sa che la lavanda è stata per millenni utilizzata proprio come rilassante e antiansia. Tuttavia, ciò che non era chiaro agli scienziati era se il principio attivo – il linalolo – dovesse essere assorbito o bastava annusarlo per ottenere questi benefici effetti. Per questo hanno condotto uno studio focalizzato su questo. «Nella medicina popolare – spiega il coautore dello studio, dott. Hideki Kashiwadani dell’Università di Kagoshima, in Giappone – si riteneva da tempo che i composti odorosi derivati ​​da estratti di piante possono alleviare l’ansia. Tuttavia, i siti di azione di linalolo di solito non sono stati affrontati in questi studi».

Un bene trascurato
Da quando c’è stato l’avvento della ‘medicina moderna’ che ha preferito concentrarsi sui preparati chimici, piuttosto che quelli naturali, gli aromi naturali sono stati trascurati – così come i loro benefici. Tutto questo, parlando di problemi di ansia e simili, nonostante vi fosse da tempo la necessità di trovare alternative più sicure e con meno effetti collaterali degli ansiolitici e i farmaci a base di benzodiazepine – che tra l’altro danno anche assuefazione.

La conferma
Sebbene questo non sia il primo studio a confermare gli effetti, anche potenti, del linalolo – e in particolare quelli rilassanti – questa nuova ricerca ha rafforzato i risultati ottenuti in passato. Tuttavia, a differenza di quanto si presumeva un tempo, si è stabilito quello che può essere il reale meccanismo d’azione. In passato, i ricercatori presumevano che fosse l’assorbimento del linalolo ad avere effetti benefici sul rilassamento. Si pensava che la sostanza, una volta nel flusso sanguigno e attraverso le vie aeree portasse a effetti diretti sui recettori delle cellule cerebrali come i GABAAR, che sono poi lo stesso obiettivo delle benzodiazepine. L’aver tuttavia stabilito il vero meccanismo degli effetti rilassanti di linalolo è un passo fondamentale verso l’uso clinico nell’uomo.

Lo studio
Il dottor Kashiwadani e colleghi hanno condotto una serie di test su due gruppi di topi per valutare se bastava l’aroma linalolo, inalato, a stimolare i neuroni olfattivi presenti nel naso – che sono sensibili agli odori – per produrre il rilassamento. Un primo gruppo era composto da topi ‘normali, ossia senza alterazioni di sorta, mentre il secondo gruppo era formato da topi anosmici, i cui neuroni olfattivi sono stati distrutti. «Abbiamo osservato il comportamento dei topi esposti ai vapori di linalolo, per determinarne gli effetti ansiolitici – ha sottolineato Kashiwadani – Come negli studi precedenti, abbiamo scoperto che l’aroma di linalolo ha un effetto ansiolitico nei topi normali, in particolare non ha alterato il loro movimento».

I risultati
Il risultato ottenuto in questo studio contrasta con quanto si ottiene con le benzodiazepine e le iniezioni di linalolo, i cui effetti sul movimento sono simili a quelli dell’alcol. Inoltre, i risultati positivi ottenuti dai ricercatori sui topi normali indicano che il rilassamento è stato attivato da segnali olfattivi emessi unicamente dall’odore di linalolo. Al contrario, i topi anosmici non hanno ottenuto alcun effetto ansiolitico. Infine, l’effetto ansiolitico nei topi normali è scomparso quando sono stati pretrattati con flumazenil, che blocca i recettori GABAA sensibili alle benzodiazepine. «Quando combinati, questi risultati suggeriscono che linalolo non agisce direttamente sui recettori GABAA come fanno le benzodiazepine, ma devono attivarli attraverso i neuroni olfattivi nel naso per produrre i suoi effetti rilassanti – commenta Kashiwadani – Il nostro studio apre anche la possibilità che il rilassamento visto nei topi alimentati o iniettati con linalolo possa essere dovuto all’odore del composto emesso nel loro respiro esalato».

L’uso negli ospedali
Oltre che per un uso personale, l’aroma di linalolo potrebbe essere utilizzato negli ospedali. «Questi risultati ci avvicinano all’utilizzo clinico del linalolo per alleviare l’ansia: in chirurgia, per esempio, dove il pretrattamento con ansiolitici può alleviare lo stress preoperatorio e quindi aiutare a mettere i pazienti in anestesia generale in modo più fluido. Pazienti che hanno difficoltà con la somministrazione orale o per supposta di ansiolitici, come neonati o anziani confusi», conclude il dott. Kashiwadani. I ricercatori avvertono tuttavia che sono necessari studi simili per stabilire gli obiettivi, la sicurezza e l’efficacia di linalolo somministrato attraverso percorsi diversi, prima di passare a studi sull’uomo.

Riferimento: Frontiers in Behavioral Neuroscience, DOI: 10.3389/fnbeh.2018.00241 –  https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnbeh.2018.00241/full.