11 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
Farmaci dai vegetali

Dal tabacco allo zafferano, arrivano i farmaci low cost a molecole vegetali

Dalla coltivazione di piante in laboratorio potranno arrivare dei farmaci low cost, ma efficaci. Una risposta per contrastare gli alti costi della ricerca fornita dagli esperti dell’Enea

Zafferano, tabacco e amaranto sono alcune delle piante coltivate all'Enea
Zafferano, tabacco e amaranto sono alcune delle piante coltivate all'Enea Shutterstock

ROMA – Ricavare farmaci low cost da molecole vegetali, grazie alla coltivazione di piante in laboratorio. Questa la nuova frontiera nel campo della farmaceutica proposta dall’Enea Casaccia di Roma. Gli scienziati stanno valutando la produzione di anticorpi specifici per combattere il cancro e altre malattie ricavati dai vegetali, piuttosto che dagli animali, abbattendo così i costi di produzione di nuovi farmaci. «Le piante – spiega all’Adnkronos Eugenio Benvenuto, responsabile laboratorio Biotecnologie dell’Enea – sono indotte a produrre molecole che altrimenti non produrrebbero e presentano grandissimi vantaggi rispetto alle colture cellulari animali. Oltre ai costi di gestione, molto bassi rispetto a quelli che si devono affrontare per esempio con un bio fermentatore, un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che si possono coltivare in grandi quantità».

Gli orti della salute
Partendo dunque da questo principio, gli scienziati dell’Enea Casaccia hanno iniziato a coltivare nel loro ‘speciali’ orti un particolare tipo di tabacco che, anziché nuocere alla salute, potrà essere utilizzato per scopi terapeutici. «Il tabacco – sottolinea Benvenuto – può aiutarci ad avere una fornitura low cost di farmaci. In particolare qui stiamo coltivando un particolare tipo di tabacco che produce anticorpi monoclonali importanti per la terapia anti tumorale, che richiede un quantitativo di farmaco molto elevato e, sta proprio qui la differenza, noi con le piante di laboratorio riusciamo a soddisfarlo in maniera veloce ed economica».
Il progetto dell’Enea Casaccia è collegato a un programma europeo chiamato Medort, che nasce dall’unione dei termini orto e medicina: una specie di orto per la medicina appunto.

Le cellule vegetali più affidabili
In questo caso, le cellule vegetali sono più affidabili, poiché per esempio priva di contaminanti. Nel loro orto, gli esperti dell’Enea hanno iniziato a coltivare anche lo zafferano – il noto ingrediente di saporiti risotti e altri piatti che tuttavia ha proprietà anche contro il colesterolo e lo stress ossidativo, combattendo l’invecchiamento. Qui, la gialla spezia è coltivata con lo scopo di produrre trattamenti per gli occhi. «Lo zafferano è un’ottima sorgente di antiossidanti – prosegue Benvenuto – che può essere utilizzata per la terapia di alcune patologie oculari. Le cosiddette molecole bioattive dello zafferano sono importantissime per mantenere attivo uno stato visivo». Ma anche altri vegetali sono una ottima fonte di antiossidanti: tra i molti vi sono i pomodori che producono il noto licopene, e le carote con il betacarotene.
Vi è poi l’amaranto a essere coltivato all'Enea, una pianta poco conosciuta ma che è un’alternativa perfetta ai cereali per chi soffre di intolleranza al glutine o celiachia. I semi dell’amaranto che si generano dai fiorellini – spiega Eugenio Benvenuto – potrebbero essere utilizzati per produrre farine in sostituzione del grano».

Cambiare il paradigma
Anche se muniti di buona volontà, i ricercatori dell’Enea Casaccia si scontrano con lo scoglio delle produzioni farmaceutiche standard. «L’industria farmaceutica – sottolinea Benvenuto – però sta alla finestra. Sta valutando che questo potrebbe essere un metodo di sintesi molto efficiente ma, per adesso, siamo su posizioni diverse perché Big Pharma ha metodi di produzione di farmaci precisi dai quali è difficile discostarsi. Ma è evidente che, in una prospettiva futura, abbassare il costo dei farmaci e dare l’accesso alle cure a molte persone è assolutamente un imperativo».