16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Vaccinazioni: dopo la legge dell'obbligo aumentate le coperture, ma non per l'influenza

Presentato il Rapporto Cittadinanzattiva su federalismo in sanità. Ecco cosa è accaduto, a oggi, in Italia sul fronte vaccini

Vaccinazione
Vaccinazione (Africa Studio | shutterstockcom)

Da quando è stato introdotto l’obbligo vaccinale, le coperture per le nuove vaccinazioni obbligatorie sono cresciute. E diverse sono le Regioni che hanno raggiunto l’immunità di gregge, con una percentuale di adesione superiore al 95% per le vaccinazioni antipolio, antidifterica, antitetanica, antipertosse, antiepatite B e anti haemofilus influenza B. Tra queste, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Toscana. Per le vaccinazioni Morbillo, Parotite, Rosolia (MPR) solo il Lazio nel 2017 ha raggiunto la copertura superiore al 95%. Sono molto vicini al 95% Piemonte e Umbria. La copertura più bassa su MPR nel 2017, al di sotto del 90%, si registra nella PA Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sicilia. Lo rileva il Rapporto di Cittadinanzattiva sul federalismo in sanità, presentato oggi. Le coperture più alte per la varicella, superiori all’80%, sono assicurate nelle Regioni Veneto, Toscana, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna.

Diverso è per il vaccino contro l’influenza
Sul fronte delle vaccinazioni antinfluenzali – riporta la nota di Cittadinanzattiva – siamo ben lontani dal conseguimento dell’obiettivo del 75% previsto; la media italiana dell’ultima stagione è stata il 52,7%, circa una persona su due tra quelle che avrebbero potuto beneficiarne. Vaccinano oltre il 60% degli over 65 solo 3 regioni: Umbria, Calabria, Molise. Sfiora il 60% la Puglia. Nel 2017 sono stati spesi 487,6 milioni di euro (ben oltre i 100 milioni del fondo stanziato dalla Legge di Bilancio 2016). Si tratta del 2,2% della spesa del SSN, che ha visto un incremento del 36,6% tra il 2016 ed il 2017 (gli aumenti più rilevanti sono per l’acquisto di vaccini meningococcici e pneumococcici). A eccezione della Toscana, tutte le Regioni hanno presentato un incremento di spesa tra il 2016 ed il 2017. Le Regioni che negli ultimi dieci anni (2007-2017) hanno realizzato le anagrafi vaccinali completamente informatizzate sono passate da 9 (2007) a 15 (2011) a 18 nel 2017; Calabria e Campania hanno anagrafi parzialmente informatizzate; la Sardegna ha attivato un accordo con il Veneto per acquisire il software adottato dalle Regioni. Tuttavia, solo 11 Regioni, tra quelle completamente informatizzate, hanno lo stesso software in tutte le ASL presenti sul territorio.