14 novembre 2018
Aggiornato 06:00

Scienziati italiani scoprono una nuova arma contro il tumore al seno

Un team di ricerca dell’Iit, in collaborazione con AIRC, è riuscito a trovare un metodo per colpire direttamente il motore del tumore al seno
Un'arma che distrugge le staminali del cancro
Un'arma che distrugge le staminali del cancro (Ci Photos | Shutterstock)

Continua senza sosta la ricerca contro il cancro e questa volta, a trovare una possibile - e innovativa – soluzione è stato un team italiano. Lo studio si è concentrato sul cancro al seno, patologia per la quale è stato possibile trovare un’arma che colpisce direttamente il cuore, anzi, il motore del tumore. Controllando la crescita delle staminali, infatti, è possibile bloccare sul nascere le nuove cellule cancerose. Ecco i dettagli della scoperta.

Nuovi farmaci?
L’importante traguardo è stato ottenuto grazie agli studi del gruppo del Centro per la genomica dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Milano, in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Ricerca su Cancro (Airc). Grazie al nuovo metodo – che controlla la crescita delle staminali del tumore – il tumore viene colpito direttamente all’origine, interrompendo la proliferazione di nuove cellule che ne permettono la rigenerazione. Le staminali dei tumori, lo ricordiamo, sono considerate le più pericolose perché sono quelle che permettono la progressione della malattia ed eventuali recidive. È sufficiente una sola staminale, infatti, per rigenerare un’intera massa tumorale anche in seguito a chemioterapia o trattamento chirurgico.

Una molecola di RNA
L’arma sfruttata dagli scienziati è, sostanzialmente, un micro-RNA. Ovvero una piccola molecola di RNA che funge da interruttore molecolare in grado di attivare non uno, ma migliaia di geni. Tale molecola prende il nome di miR-34a ed è stata indentificata per la prima volta da un team di studio italiano coordinato da Francesco Nicassio, del Centro per la Genomica dell’Iit.

Niente di nuovo?
Nonostante questa scoperta possa essere ritenuta molto importante, ci sono voluti molti anni di studi per comprendere qual era la vera identità dell’interruttore molecolare che potesse bloccare la crescita delle cellule tumorali. Gli studi passati, infatti, non riuscivano a capire il metodo di azione di tale interruttore. Ora, grazie a un’osservazione approfondita in real time è stato possibile vedere la molecola all’opera durante lo sviluppo della ghiandola mammaria.

La scoperta
In seguito a un’attenta analisi, gli scienziati hanno scoperto che l’interruttore non controlla solo la proliferazione cellulare ma anche le proprietà delle staminali che mettono in pratica la rigenerazione dei tessuti. «Questo lavoro ci ha permesso di capire che l’espressione fisiologica del microRNA, miR-34a, è in grado di limitare l’espansione delle cellule staminali e può quindi contrastare più efficacemente la progressione del tumore», ha dichiarato Paola Bonetti, autrice dello studio.

Il prossimo obiettivo
I risultati ottenuti dal team di ricerca sono stati entusiasmanti e utili all’ideazione di un trattamento farmacologico mirato. Adesso il nuovo obiettivo è quello di utilizzare delle nanotecnologie al fine di poter trasportare le molecole di micro-RNA direttamente nella sede tumorale. «Stiamo già sperimentando sistemi nuovi per veicolare i microRNA nelle cellule tumorali. La nostra speranza è quella di portare avanti con successo questi studi», conclude Nicassio. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Oncogene.