19 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Scienziati riescono a trovare il «freno» delle cellule tumorali

Ingegneri biomedici dell'Università del Minnesota scoprono un metodo per mettere il freno alle cellule tumorali. Ecco di cosa si tratta

scienziati scoprono il freno dei tumori
scienziati scoprono il freno dei tumori (Catalin Rusnac | Shutterstock)

Il pericolo principale delle cellule tumorali è dato dalla loro abilità nel muoversi liberamente all’interno dell’organismo umano e diffondersi in maniera del tutto indisturbata. Ma grazie a una recente ricerca condotta da un team di ingegneri biomedici dell'Università del Minnesota, tutto questo potrebbe diventare solo un ricordo. Infatti, gli studiosi sono riusciti a impedire alle cellule neoplastiche di viaggiare per l’organismo umano anche nel momento in cui hanno adottato alcuni accorgimenti allo scopo di modificare i loro movimenti. Ecco i risultati appena pubblicati su Nature Communications.

Le autostrade dei tumori
I ricercatori conoscono alcuni meccanismi comuni delle cellule tumorali: esse usano modelli come una sorta di autostrade per muoversi in maniera da arrivare ai vasi sanguini e ai tessuti adiacenti allo scopo di impossessarsi del corpo umano. Se le persone possiedono un numero elevato di tali modelli - che consente lo spostamento alle cellule cancerose – hanno una possibilità ridotta di sopravvivere al cancro. Tuttavia, da tempo la scienza cerca di comprendere da tempo come facciano le cellule a riconoscere questi modelli e muoversi all’interno di essi. Il 90% dei decessi causati dal cancro è dovuto alla diffusione del cancro in tutto il corpo. Quindi, mettere i freni al movimento delle cellule tumorali consentirebbe ai medici il tempo di usare altre terapie per migliorare il tasso di sopravvivenza dei pazienti.

Cambio di direzione
Quando si tratta di cancro si può usare la locuzione latina «mors tua vita mea». Perché è una guerra al più forte: se sopravvive il cancro moriamo noi e viceversa. Ecco il motivo per cui il team di ricerca ha voluto prendere in esame alcune cellule di cancro al seno per capire il loro modo di muoversi prima e dopo l’uso di farmaci specifici. Durante il test si sono resi conto che fermando i meccanismi che fungono da motore per le cellule, quelle tumorali hanno cambiato – sorprendentemente – direzione. In pratica hanno cominciato a eseguire movimenti come una sorta di stillicidio o un blob.

Troppo subdole
«Le cellule tumorali sono molto subdole. Non ci aspettavamo che le cellule cambiassero i loro movimenti, questo ci ha costretti a cambiare le nostre tattiche per indirizzare entrambi i tipi di movimenti simultaneamente, quasi come se avessimo distrutto il loro GPS in modo che non riuscissero a trovare le autostrade. Le cellule sono rimaste lì e non si sono mosse», spiega Paolo Provenzano, professore associato di ingegneria biomedica all'Università del Minnesota e ricercatore presso il Masonic Cancer Center.

Lo studio
Per approfondire l’argomento i ricercatori hanno studiato le cellule in microambienti bidimensionali ingegnerizzati che fungono come una società di microchip cellulare. Essi imitavano il modo in cui le cellule si comportavano. «Usando questi microambienti di rete controllati, siamo stati in grado di testare centinaia di eventi di movimento delle cellule», ha dichiarato Erdem Tabdanov, ricercatore post-dottorato di ingegneria biomedica dell'Università del Minnesota e primo autore dello studio. I prossimi passi saranno quelli di iniziare sperimentazioni su animali ed esseri umani evidenziando eventuali effetti collaterali nel trattamento. «Alla fine, vorremmo trovare modi per sopprimere il movimento delle cellule tumorali e migliorare il movimento delle cellule immunitarie per combattere il cancro», conclude Provenzano.

Fonti scientifiche

[1]  Bimodal sensing of guidance cues in mechanically distinct microenvironments - Erdem D. Tabdanov, Vikram V. Puram, Zaw Win, Ashab Alamgir, Patrick W. Alford & Paolo P. Provenzano