19 dicembre 2018
Aggiornato 17:30

Diabete di tipo 1, colpisce anche gli adulti, ma viene scambiato per il tipo 2

Il diabete di tipo 1 si presenta negli adulti molte più volte di quanto possiamo immaginare, ma in molti casi viene scambiato per il tipo 2

Diabete di tipo 1, scambiato per il tipo 2?
Diabete di tipo 1, scambiato per il tipo 2? (Africa Studio | Shutterstock)

Il diabete di tipo 1 è una malattia molto grave che si manifesta generalmente nell’infanzia o nell’adolescenza. Per questo motivo quando si evidenziano segni clinici del diabete nei soggetti adulti si pensa subito si tratti del tipo 2. Ma non sempre è così, è ancora oggi molti pazienti sono vittime delle diagnosi mediche errate che non fanno altro che peggiorare la malattia. Una situazione simile è accaduta recentemente a Theresa May. Ecco perché a volte i sintomi possono trarci in inganno.

Di quale diabete si tratta?
Pochi anni fa, più precisamente nel 2012, il primo ministro britannico Theresa May, aveva alcuni problemi di salute. Alle prime diagnosi mediche il responso sembrava apparire chiaro: la donna era affetta da diabete di tipo 2. Ha cominciato ad assumere i farmaci consigliati dal suo medico ma sembra che nessuno abbia funzionato in alcun modo. Per questo motivo i dottori le hanno chiesto di fare ulteriori approfondimenti diagnostici e solo in quel momento si sono accorti che il Ministro era affetto da diabete di tipo 1. All’epoca aveva 50 anni. Non è certo l’età tipica di esordio per questo genere di malattie, ma sono molti i casi che si evidenziano anche in età adulta. «La mia prima reazione è stata che era impossibile che potesse accadere alla mia età. Ma poi ho pensato: Oh no, dovrò iniettare farmaci per tutta la vita», ha raccontato May a Diabetes UK.

Non è facile neppure per un medico
Purtroppo anche per i medici non è semplice diagnosticare una malattia simile negli adulti. «Nell'infanzia, quasi tutto il diabete è il risultato del diabete di tipo 1. Dopo i 30 anni c'è un drammatico aumento del diabete di tipo 2, e il tipo 1 rappresenta meno del 5% di tutti i casi di diabete, quindi cercare di identificare i casi è come trovare un ago in un pagliaio», spiega dott. Nick Thomas, accademico clinico presso l'Università di Exeter. «Il diabete di tipo 1 può manifestarsi a qualsiasi età: i medici devono essere attenti alla possibilità del diabete di tipo 1 in situazioni in cui i pazienti falliscono rapidamente nelle terapie orali», continua Thomas.

Una malattia autoimmune
La differenza con il diabete di tipo 2 è piuttosto marcata. Il tipo 1, infatti, è una vera e propria malattia autoimmune nella quale il sistema immunitario attacca le cellule che producono insulina. Ciò significa che senza le iniezioni di insulina i diabetici potrebbero morire. Al contrario, il tipo 2 non è una malattia autoimmune e sembra manifestarsi con maggior frequenza nei soggetti predisposti geneticamente o sovrappeso. Mentre alcuni fattori sembrano ridurne la gravità, tra questi anche l’igiene orale. Più raramente i pazienti affetti da diabete di tipo 2 possono aver bisogno delle iniezioni di insulina.

Lo studio
Un nuovo studio ha preso in esame 600 persone con più di trent’anni affette da diabete che necessitavano di iniezioni di insulina. Queste sono state confrontare con altre 220 under 30. Circa il 21% delle persone che avevano più di trent’anni presentava un gravissimo deficit di insulina. In questo gruppo quasi il 40% non ha ricevuto insulina durante la prima diagnosi. Ma dalle analisi dei ricercatori sembra che tali soggetti avessero, in realtà, il diabete di tipo 1, nonostante quasi la metà del gruppo (di tipo 1) avesse dichiarato di avere il diabete di tipo 2. «Gestire il diabete di tipo 1 come fosse diabete di tipo 2 può comportare un rapido deterioramento della salute del paziente e lo sviluppo di una condizione potenzialmente pericolosa per la vita chiamata chetoacidosi diabetica», spiega Thomas.

Nessuna novità
Secondo il dottore Joel Zonszein, direttore del centro clinico per il diabete al Montefiore Medical Center di New York, non è affatto una novità vedere pazienti affetti da diabete di tipo 1 con una diagnosi di diabete di tipo 2. «Anni fa eravamo abituati a vedere il tipo 1 solo nei giovani, e ora stiamo iniziando a vedere i più giovani con il tipo 2. E i tipi 1 sono più numerosi di un tempo. La classificazione del diabete è molto generica e non molto buona, anche un bravo endocrinologo può sbagliare una diagnosi», spiega Zonszein. Ciò di cui il medico è rimasto sorpreso, però, è che il numero di diagnosi errate trovate nello studio era davvero altissimo. «Hanno trovato il 20 percento di diagnosi sbagliate, pensavo che sarebbe stato un massimo del 10 percento», conclude Zonszein.