20 ottobre 2018
Aggiornato 08:00

Diabete, addio farmaci e iniezioni di insulina grazie al digiuno a intermittenza

Un piccolo studio condotto dagli scienziati del Scarborough Hospital ha dimostrato che è possibile evitare farmaci e iniezioni di insulina grazie al digiuno a intermittenza
Addio iniezioni di insulina con il digiuno?
Addio iniezioni di insulina con il digiuno? (Chinnapong | Shutterstock)

Fermare il diabete si può, basta mangiare nel modo giusto o, per meglio dire, farlo solo ogni tanto. Alcuni scienziati Candesi coordinati da Jason Fung del Scarborough Hospital, infatti, hanno scoperto che è possibile bloccare l’evoluzione della malattia grazie a un semplice digiuno. Ma il lato positivo è che molti pazienti potrebbero addirittura sospendere l’insulina. Ecco gli eccellenti risultati ottenuti dai ricercatori e pubblicati recentemente sulla prestigiosa rivista scientifica British Medical Journal Case Reports.

Controllare la glicemia senza farmaci
L’idea degli scienziati era quella di riuscire a tenere sotto controllo la glicemia senza farmaci. Per questo motivo hanno sottoposto tre pazienti a un semplice test: digiunare a giorni alterni o tre giorni a settimana. «L'uso di un regime di digiuno terapeutico per il trattamento del diabete di tipo 2 è praticamente sconosciuto», ha detto il dottor Jason Fung, dell'Ospedale di Scarborough (Ontario). Ma il piccolo studio ha dimostrato che i regimi di digiuno effettuati nelle 24 ore sono in grado di invertire o addirittura eliminare in maniera significativa la necessità di utilizzare farmaci appositi.

Lo studio
Per arrivare a simili conclusioni, i ricercatori hanno voluto fare un piccolo test iniziale, sottoponendo un esiguo numero di pazienti al digiuno. I tre partecipanti avevano un’età compresa fra i 40 e i 67 anni, erano affetti da diabete di tipo 2 e si vedevano costretti ad assumere ogni giorno farmaci o iniezioni di insulina allo scopo di tenere sotto controllo il diabete. Avevano anche la pressione alta e il colesterolo. A tutti è stato fatto seguire un seminario di formazione per sei ore, dopodiché due uomini hanno digiunato a giorni alterni per 24 ore, mentre il terzo ha digiunato tre giorni a settimana. Nelle giornate di digiuno i volontari potevano bere bevande a basso contenuto calorico come tè, caffè o brodo. Mentre la sera poteva fare un piccolo pasto ipocalorico.

I risultati
Entro un mese dall’inizio dello studio tutti i partecipanti hanno interrotto le iniezioni di insulina. Il paziente più veloce ha potuto farlo solo cinque giorni dopo. «Due sono stati in grado di interrompere anche l'assunzione di tutti gli altri farmaci antidiabetici, mentre il terzo ha evitato tre dei quattro farmaci antidiabetici», secondo quanto riferito dagli autori dello studio.

Riduzione del peso
I tre volontari hanno anche perso tra il 10 e il 18 percento del peso corporeo, riducendo i livelli di zucchero nel sangue. Ciò significa che si potrebbero anche dimezzare i rischi da complicazione della malattia.

Risultati degni di nota
E’ indubbio che il campione di persone reclutate nello studio era davvero molto esiguo, tuttavia, è innegabile che i risultati siano degni di nota con il 100% dell’esito positivo entro un mese dall’inizio della sperimentazione. Quindi, seppur è impossibile trarre conclusioni definitive è essenziale che gli studi proseguano con campioni più consistenti di partecipanti allo studio. Infine, anche se i dati ottenuti sono stati pubblicati sul BMJ Case Report questo non può essere considerato un vero Case Reports, piuttosto uno studio osservazionale condotto su un numero limitato di pazienti.

Ulteriori studi
«Se dobbiamo studiare una terapia dobbiamo usare 'trial clinici randomizzati controllati' con certi criteri idonei a dimostrare l'ipotesi di studio, con un metodo rigido che possa salvaguardare i pazienti da effetti collaterali a breve e a lungo termine; riportare tre casi clinici può diventare un messaggio fuorviante», ha commentato ad ANSA Frida Leonetti dell'Università La Sapienza di Roma. Anche se ci sono aspetti evidenziati nello studio che sono abbastanza importanti, tra questi la perdita di peso. E’ noto, infatti, che il calo ponderale riduce la gravità della patologia. «Non a caso l'80% dei diabetici ha un'eccedenza ponderale tanto che si parla di 'diabesità', quindi è chiaro che se il paziente perde peso si ottiene un maggior controllo della glicemia e il diabete apparentemente torna indietro; la dieta è una terapia - continua l'esperta - e la prima terapia del diabete è la dieta, quindi non mi sembra una novità. L'efficacia della dieta contro il diabete, però, si ha solo se io riesco a ridurre il peso nel lungo termine (cosa difficilissima). Tuttavia, il cambiamento di stili di vita del paziente obeso e diabetico è difficile da ottenere perché l'obesità è prima di tutto un problema sociale, con difficoltà economiche alla base; la dieta sbilanciata ricca in carboidrati è più economica. E poi c'è oggi un problema di assistenza perché gli obesi sono sempre di più e non ci sono strutture a sufficienza per gestirne il cambiamento di stili di vita e quindi garantirne il dimagrimento sul lungo periodo», conclude Leonetti.