18 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Mangia un panino e muore, mea culpa dell’azienda produttrice: «Non sbaglieremo più»

La catena Pret a Manger fa mea culpa riguardo alla morte di una ragazza di 15 anni, dopo che aveva mangiato un loro panino

Panini e pericoli allergeni
Panini e pericoli allergeni (Vlad Teodor)

Per il caso della 15enne Natasha Ednan-Laperouse, deceduta due anni fa dopo aver mangiato un panino al sesamo sull’aereo in cui viaggiava, la ditta produttrice catena Pret a Manger annuncia di aver predisposto l’etichetta dei loro prodotti affinché siano riportati tutti gli ingredienti – e dunque anche i possibili allergeni.

La tragedia
La giovane Natasha si era sentita male dopo che aveva mangiato una baguette durante un volo in aereo, ed era poi deceduta poche ore dopo all’ospedale di Nizza. Il pane conteneva del sesamo, uno dei 14 allergeni che in base alle normative UE devono obbligatoriamente essere elencati in etichetta dei prodotti preconfezionati. Difatti, i regolamenti dell’UE obbligano le aziende alimentari ad avvertire i clienti sui rischi di allergia – cosa che può essere fatta per via orale e, meglio ancora, per mezzo di regolari etichettature. Secondo quanto riportato dal tabloid inglese Indipendent, la catena Pret a Manger non avrebbe fornito il negozio in cui la 15enne aveva acquistato il panino, di prodotti con etichette a norma.

Mea culpa
Dopo aver ammesso le proprie manchevolezze, la catena Pret a Manger ha assicurato che le etichette dei loro prodotti riporteranno in dettaglio tutti gli ingredienti. «Voglio ribadire quanto siamo profondamente dispiaciuti per la perdita di Natasha – ha dichiarato all’Indipendent l’AD Clive Schlee – Ho detto che impareremo da questa tragedia e garantiremo cambiamenti significativi. Spero che queste misure ci consentano di proteggere e informare le persone il più possibile». Tuttavia, il padre di Natasha, Nadim Ednan-Laperouse, la scorsa settimana aveva accusato la compagnia e il Governo di aver giocato alla «roulette russa» con la vita della figlia. Al termine dell’inchiesta si è almeno augurato che il suo dramma possa servire a prevenire simili episodi.