13 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Per combattere un (forte) mal di schiena basta il tuo cervello. L’incredibile risultato ottenuto dagli scienziati

Scienziati di Oxford, in collaborazione con BBC, sono riusciti a dimostrare come il nostro cervello possa fare miracoli e portare a camminare anche persone che erano sulla sedia a rotelle
La pillola falsa contro il mal di schiena
La pillola falsa contro il mal di schiena (Hquality | Shutterstock)

Può il tuo cervello combattere il mal di schiena o altri disturbi simili? E’ una domanda che si sono posti alcuni scienziati. In parte la risposta la conoscono già perché da diversi anni la scienza sfrutta il cosiddetto effetto placebo. Un effetto correlato – tra le altre cose – anche dall’utilizzo di alcuni farmaci omeopatici. E’ stato infatti dimostrato da numerosi studi come le persone che credono di poter guarire attraverso un farmaco (pur non contenendo principi attivi), una sostanza o una disciplina, effettivamente guariscono. È più una questione di fede che non di molecole utilizzate. Ma allora, se è così, perché non usare direttamente le nostre facoltà cerebrali allo scopo di tornare in perfetta salute? Alcuni studiosi hanno eseguito dei test. Ed ecco cosa è accaduto.

L’effetto placebo
Non esiste sperimentazione clinica attendibile se non viene prima confrontata con un placebo. Quest’ultimo è una sostanza inerte e priva di attività terapeutica – può essere acqua fresca come farina di riso – mascherata da un medicinale. Quando i tester assumono il farmaco, convinti che contenga un principio attivo, un buon campione di persone, effettivamente guarisce o migliora la condizione. Il motivo per cui ciò avviene è alla base della psicosomatica: in questo caso il sistema nervoso, in risposta a un atto di fede, induce modificazioni neurovegetative. In sintesi, produce endorfine, ormoni, mediatori chimici ecc. Tutte sostanze in grado di modificare, per esempio, la percezione del dolore, l’equilibrio ormonale, le funzioni immunitarie e la risposta cardiovascolare.

E se tutti prendessero il placebo?
Per una volta alcuni esperti hanno voluto eseguire un test insolito: curare le persone esclusivamente con pillole false (placebo) facendo credere loro si trattasse di un medicinale potente contro il mal di schiena. In questo caso, quindi, ai partecipanti allo studio non poteva essere prescritto – a random – il placebo o il farmaco, come accade con tutti gli studi scientifici. In realtà tutti hanno ricevuto un medicinale fasullo. Lo studio è stato condotto per il programma Horizon della BBC2 in collaborazione con il dottor Jeremy Howick, un esperto sull'effetto placebo dell'Università di Oxford.

Il test
Durante lo studio il dottor Micheal Mosley si è recato a Blackpool allo scopo di coinvolgere 117 persone affette da mal di schiena cronico. Secondo il medico il nostro cervello è in grado di produrre farmaci propri e in molti casi questi sono più potenti degli antidolorifici. Tutte le persone che ha scelto di coinvolgere nella ricerca, provengono da diversi ceti sociali e sono rimaste deluse dagli effetti dei medicinali tradizionali. Tra i volontari c’è Stacey che il suo mal di schiena gli impedisce di star dietro a due figlie particolarmente energiche o Jim che vorrebbe tanto tornare di nuovo a stare nella sua barca e Moyra un giocatore di Poker che da tempo cerca un antidolorifico che possa aiutarla. A ognuno di loro è stata prescritta una pillole blu che in realtà contiene solo riso macinato. Ad alcuni partecipanti è stato detto di far parte di un gruppo di controllo, mentre gli altri pensavano di dover assumere un potente antidolorifico.

Attenzione agli effetti collaterali
Allo scopo di rendere più credibile il tutto, le pillole sono state ben confezionate, etichettate ed è stato inserito un elenco di effetti collaterali. I volontari hanno incontrato, per una decina di minuti (la durata media di una visita), un medico che potesse discutere con loro del mal di schiena prima di ricevere una fornitura di pillole. Un secondo gruppo, invece, ha ricevuto una consultazione più lunga – per vedere se anche il tempo trascorso insieme a un dottore in qualche modo può incidere sul risultato di una terapia.

Il placebo funziona con tutti?
Ovviamente non funziona con tutti, quando si parla di studi scientifici. Questo in parte accade anche perché alcuni volontari vengono avvertiti del fatto che avrebbero potuto assumere un placebo. Inoltre, sono molte le persone a credere che questo «trucchetto» funzioni solo per le persone credulone. Ma la scienza, in realtà, afferma l’opposto. Rispondono meglio al trattamento le persone che sono più aperte a nuove esperienze. Generalmente tali soggetti presentano anche differenze anatomiche a livello dell’amigdala, un’area cerebrale coinvolta nelle emozioni e nella ricompensa.

Effetti reali
«Solo perché un placebo non contiene sostanze chimiche attive, non significa che gli effetti relativi alla sua assunzione non siano reali. La persona media pensa che il placebo sia una bugia o un falso, qualcosa in cui la persona è stata ingannata e che non è reale. Ma la scienza ci ha detto, in particolare negli ultimi vent'anni, che è qualcosa di molto più reale, è qualcosa che possiamo vedere nella nostra fisiologia e nella neurochimica», spiega a BBC Irene Tracey dell'Università di Oxford.

I risultati dei test
Gli studiosi sono tornati a Blackpool circa tre settimane dopo allo scopo di verificare l’effetto delle pillole false. Dai risultati è emerso qualcosa di incredibile: più della metà delle persone aveva tratto giovamento – sperimentando una riduzione del dolore – assumendo le pillole false. Ma non solo: alcuni sono riusciti a riprendere attività che non riuscivano a fare da anni, come il 71enne Jim di cui vi abbiamo parlato in precedenza. Jim, tre settimane prima, era costretto a trascorrere molte ore sulla sedia a rotelle a causa del suo forte mal di schiena. Ora riusciva a muoversi molto meglio con le sue gambe. Il dottor Mosley gli ha anche chiesto se fossero state meglio le sue pillole o la morfina, e lui gli ha risposto: «Mi sono liberato della morfina e continuavo a prendere solo le tue pillole blu». Anche Joe, per poter uscire di casa doveva per forza prendere morfina o ketamina, ma da quando aveva preso le pillole blu non aveva più sentito neppure una fitta. «Considerando che la maggior parte dei partecipanti prima dello studio usava un antidolorifico dal Tramadol (oppioide) alla morfina, penso che il risultato ottenuto sia stato piuttosto sorprendente», racconta Mosley. In più, il test ha evidenziato che il tempo trascorso dal medico ha influito sul risultato: chi trascorreva più tempo aveva avuto anche più benefici.

Bisogna essere ingannati?
E’ chiaro che se si viene ingannati, pensando di prendere un farmaco potente si possono ottenere risultati migliori. Tuttavia, uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha evidenziato come alcune persone riescano a trarne beneficio pur sapendo che si tratta di un placebo. Insomma, per quanto la chimica, la scienza e la medicina abbiano fatto passi da gigante una cosa è certa: il nostro cervello è ancora più potente.