22 ottobre 2018
Aggiornato 07:30

13enne obeso muore tra le braccia del padre: «le bevande gassate sono state la sua rovina»

Un ragazzo di 13 anni, amante dello sport, è morto tra le braccia del padre. Secondo la sua famiglia, a ucciderlo sarebbero state le bevande gassate
13enne obeso muore, forse per colpa dell'eccesso di bevande gassate - Foto rappresentativa
13enne obeso muore, forse per colpa dell'eccesso di bevande gassate - Foto rappresentativa (Jacek Chabraszewski | Shutterstock)

«Le bevande gassate sono state la rovina di mio figlio», così il padre di un 13enne ha commentato la drammatica morte del figlio, affetto da obesità, morto a causa di un coagulo di sangue. L’uomo, in seguito al tragico evento intende lanciare un allarme importante per quanto riguarda il consumo di bevande analcoliche da parte degli adolescenti: i genitori dovrebbero proteggere i figli da un eventuale abuso.

Morto tra le braccia del padre
Il suo nome era Lewis Albon, un giovane ragazzo pieno di vita morto tra le braccia del padre Stephen, appena fuori dalla loro casa di Radcliffe. A ucciderlo è stata una tromboembolia che ha causato un arresto cardiaco nel momento in cui il coagulo è migrato dalla gamba verso il petto. Nonostante il giovane soffrisse di sovrappeso, il padre ricorda che non è stata questa condizione a ucciderlo. Ha invece ricordato che stava assumendo quantità elevate di bevande gassate zuccherate.

Le giuste responsabilità
«Dobbiamo assumerci delle responsabilità. Alla fine di tutto è un ragazzo di 13 anni e quello che mangia e quello che beve è per colpa nostra, il 95% delle volte, a parte quando è fuori con i suoi compagni. Potrebbe essere stato grande per la sua età, ma non per quello che stava mangiando. Penso che siano state le bevande gassate a essere la sua rovina, la nostra rovina», racconta Stephen. D’altro canto, è importante ricordare che l'autopsia di Lewis ha evidenziato un possibile disturbo familiare da trombofilia.

Basta bibite!
La famiglia di Lewis ha chiesto che vengano aggiunte delle specifiche avvertenze sull’etichetta delle bevande gassate. La richiesta è stata anche sostenuta dalla British Dietetic Association: «Le bibite non sono una scelta appropriata per i bambini e sono d'accordo che questo dovrebbe essere messo ben in evidenza», ha dichiarato Aisling Pigott della British Dietetic Association. Ora, la preoccupazione più grande per i genitori è che anche il loro secondo figlio, di 10 anni, possa correre qualche rischio derivante da un regime alimentare simile. Anche se – è importante sottolineare che Lewis – in quel momento – stava anche assumendo antibiotici. La famiglia è ora in contatto con molti medici ma nessuno è stato in grado di fornire spiegazioni certe sulla causa della sua morte.

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