13 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Le diagnosticano un’intolleranza al glutine. Ma era un tumore al cervello. Muore dopo 18 mesi di agonia (da cure mediche)

Una bambina muore a causa di un tumore al cervello, dopo una diagnosi errata e 18 mesi di agonia
Le diagnosticano un'intolleranza al glutine ma era un tumore al cervello
Le diagnosticano un'intolleranza al glutine ma era un tumore al cervello (Nuttadol Kanperm | Shutterstock)

Una diagnosi sbagliata che è costata la vita di una bambina conosciuta con il nome principessa Lavaya. I medici, infatti, inizialmente hanno pensato si trattasse di un’intolleranza al glutine ma l’amara verità era completamente diversa: la piccola era affetta da un grave tumore al cervello. Inutili le cure, che non sono riuscite a evitare di veder strappare la splendida Lavaya dalle braccia di mamma e papà. Ecco tutti i dettagli della vicenda.

18 mesi di ospedale
Prima di morire, Lavaya Howard, ha dovuto subire ben 40 operazioni, di cui molte della durata di ben 14 ore. I medici della le avevano trovato una massa tumorale delle dimensioni simili a un pugno. A causa di queste incessanti ed estenuanti cure la piccola è stata ricoverata per ben 18 mesi presso l’ospedale Sheffield's Children's Hospital. Per respirare le avevano fatto una tracheotomia e per essere nutrita aveva bisogno di una sonda posta direttamente nel suo intestino perché non era né in grado di ingoiare, né di elaborare il cibo che si trovava nello stomaco.

Cure inefficaci
Tutte le cure che hanno tentato i medici si sono rivelate devastanti per il corpicino della piccola e altamente infruttuose. Alla piccola sono state infatti inflitti diversi trattamenti: radioterapia, chemioterapia e una procedura sperimentale. Tutto questo fino al momento in cui i dottori hanno detto che non c’era più nulla da fare. Dopo essere stata riportata a casa, Lavaya ha festeggiato il suo compleanno ed è morta solo due giorni dopo.

Il commovente post su Facebook
La piccola Lavaya lascerà sempre un vuoto incolmabile nella vita dei genitori Aleisha Cullen e Luke Howard. Recentemente hanno anche pubblicato un commovente post sui social media per condividere la loro sofferenza: «Ti amo, Lavaya, vola mia principessa speciale». Lo scorso weekend la sua famiglia ha lanciato centinaia di palloncini rosa in aria come tributo a questa splendida e coraggiosa principessa. Ora non resta altro da fare che dare l’ultimo saluto alla piccola con un funerale: la famiglia chiede un contributo per pagare le spese funerarie su JustGiving.

I limiti della medicina
Questa storia denuncia, ancora una volta, i limiti che la medicina ha nei confronti di malattie temibili come il cancro. È indubbio che bisogna sempre tentare di fare ogni per cosa per salvare una vita umana, ma quando si vedono casi come questi in cui una piccola paziente ha dovuto soffrire tutta la sua vita a causa di interventi chirurgici e terapie devastanti, forse sarebbe il caso di porsi le giuste domande. La chemioterapia e la radioterapia probabilmente hanno salvato diverse vite umane, ma quante ne hanno distrutte? L’unica speranza che abbiamo è nelle nuove cure come quelle derivanti dall’immunoterapia e dall’ancor migliore tecnica Car-T Cell. Fino ad allora tutte le persone malate di cancro soffriranno non solo a causa della malattia ma anche a causa di terapie devastanti e (in alcun casi) anche infruttuose.

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