14 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Alimentazione e diabete

Diabete, si previene con i cereali integrali

I ricercatori svedesi hanno scoperto che i cereali integrali possono prevenire il diabete di tipo 2. Lo studio

Cereali integrali
Cereali integrali Shutterstock

Un team di ricercatori della Chalmers University Of Technology di Göteborg in Svezia, guidati dal prof. Rikard Landberg hanno condotto uno studio in cui è emerso come i cereali integrali possono prevenire in modo efficace il diabete di tipo 2. Per cereali integrali si intendono di qualsiasi tipo, come frumento, segale, orzo, avena… l’importante è che non siano raffinati per ottenere i benefici.

Ci sono differenze tra i cereali?
Precedenti studi avevano già suggerito che l’assunzione di cereali integrali poteva essere utile nella prevenzione del diabete di tipo 2. Tuttavia, ci si era soffermati in particolare sugli effetti del grano, o frumento, integrale. Riguardo agli altri cereali e ai loro effetti si sapeva poco. Per questo, i ricercatori svedesi hanno voluto condurre questo studio proprio per valutare anche gli effetti degli altri cereali, e quale sia la quantità necessaria affinché si ottenga una protezione dal diabete. «La maggior parte degli studi simili ai nostri sono stati precedentemente condotti negli Stati Uniti, dove la gente ricava principalmente il grano integrale – ha spiegato il prof. Rikard Landberg – Volevamo vedere se c’era differenza tra i diversi cereali. E ci sarebbe, perché contengono diversi tipi di fibre alimentari e sostanze bioattive, che hanno dimostrato di influenzare i fattori di rischio per il diabete di tipo 2».

Non fa differenza
I ricercatori hanno condotto questo studio in Danimarca, dove c’è una grande varietà di cereali integrali a disposizione dei cittadini. L’analisi dei dati raccolti ha rivelato, principalmente, che non ha fatto differenza il tipo di prodotto a base di cereali integrali che i partecipanti hanno mangiato. Il pane di segale, la farina d’avena e il muesli, per esempio, sembrano offrire la stessa protezione contro il diabete di tipo 2. Semmai, la differenza sul rischio diabete la fa la quantità di cereali integrali assunta, e non dunque il tipo in sé.
Nello studio, un gruppo di 55mila partecipanti seguiti per 15 anni, è stato suddiviso in quattro diversi gruppi in base a quanti cerali integrali hanno dichiarato di mangiare. Quelli con il consumo più elevato mangiavano almeno 50 grammi di cereali integrali ogni giorno – che all’incirca corrisponde a una porzione di porridge di farina d’avena e a una fetta di pane di segale.

I risultati
I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Journal of Nutrition, hanno rivelato che la proporzione di partecipanti che ha sviluppato il diabete di tipo 2 è stata più bassa nel gruppo che ha riportato il consumo più alto di cereali integrali, mentre aumentava per ciascun gruppo che aveva mangiato meno cereali integrali e più di raffinati. Nello specifico, nel gruppo con il più alto apporto di cereali integrali, il rischio di diabete era del 34% inferiore per gli uomini e del 22% per le donne, rispetto al gruppo con il più basso apporto di cereali integrali.

Il modo più efficace per prevenire il diabete
Secondo i ricercatori, se si confronta il ruolo dei cereali integrali nel rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto ad altri alimenti che sono stati studiati in altre ricerche, questo è uno dei modi più efficaci per ridurre il rischio quando si tratta di dieta. In pratica, oltre a seguire determinate regole dietetiche per evitare di aumentare il rischio di diabete, assumere cereali integrali può fare una reale e concreta differenza nella prevenzione.