16 dicembre 2018
Aggiornato 11:00

Prodotta pelle da cellule di tessuto, un risultato eccezionale per curare ustioni e ferite gravi

Ricercatori giapponesi producono nuova pelle da cellule di tessuto. Uno studio che potrebbe rappresentare una svolta nelle cure

Ricerca scientifica
Ricerca scientifica (Eugene Lu | shutterstock.com)

Una pelle nuova, creata in laboratorio. Una concreta speranza per tutti coloro che hanno subìto delle gravi ustioni o hanno la pelle danneggiata da altri fattori come devastanti ferite. Ricercatori giapponesi sono infatti riusciti per la prima volta al mondo a trasformare cellule di tessuto in pelle in una svolta che potrebbe rivoluzionare le terapie.

Dieci anni di lavoro
La ricerca è il culmine di un decennio di lavoro. E’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature e coinvolge una tecnologia definita ‘riprogrammazione cellulare’, nella quale i geni sono inseriti in cellule per modificarle per formarne di nuove. «Questa è la prima descrizione di una riprogrammazione di cellule di tessuti in cellule dell’epidermide – ha spiegato Masakazu Kurita, principale autore dello studio – Sono veramente accalorato dai risultati». Kurita, un chirurgo plastico e professore all’Università di Tokyo, ha iniziato a lavorare sulla tecnica 10 anni fa. Da allora è stato un processo faticoso e lungo per ottenere risultati.

La ricerca
La prima fase è stata quella di identificare i geni presenti nelle cellule della pelle ma non nei tessuti cellulari, in modo che potessero essere isolate e quindi inserite nei tessuti cellulari per trasformarli. «Ho preso circa 80 geni candidati individuati nelle cellule della pelle e abbiamo tentato le combinazioni», ha precisato il prof. Kurita. La svolta è arrivata nel 2014, quando Kurita è riuscito con successo a riprogrammare le cellule dei tessuti in quelle della pelle in un disco di coltura, usando la combinazione di 28 geni. L’anno dopo, Kurita si è spostato presso il Salk Institute of Biological Studies in California per collaborare con un team di specialisti di tutto il mondo. In tutto, con i suoi colleghi, ha condotto 2mila tentativi con differenti combinazioni di genit, cercando il modo più efficiente di trasformare le cellule.

La nuova terapia
«I nostri dati – conclude Kurita – suggeriscono la possibilità di sviluppare una nuova terapia completamente nuova che potrebbe essere usata per la chiusura di ferite di varia origine. Quando le aree coinvolte dalle ustioni sono eccessivamente ampie e non c’è pelle sufficiente per i pazienti, nessuno può offrire al paziente una speranza di sopravvivenza […] la nostra tecnica potrebbe offrire una strada».

(Fonte Afp)