22 settembre 2020
Aggiornato 16:30
Franck Dufourmantelle

Ustionato per il 95% del suo corpo: si salva grazie alla pelle del fratello

Un uomo rimane gravemente ustionato a causa di un incidente. Le possibilità di salvezza erano vicine allo zero. Poi avviene il miracolo: suo fratello gli salva la vita

Una situazione terribile quella in cui si è trovato un giovane ragazzo di 33 anni, che avrebbe potuto morire in un modo atroce e doloroso. Il suo corpo, infatti, era ustionato per il 95% a causa di un incidente avvenuto nel luogo di lavoro. Ma un miracolo, unito alla competenza e l’esperienza di alcuni medici parigini, ha permesso di salvargli la vita. E ora, dopo un anno dal tragico evento, sta bene. Ecco tutti i dettagli della vicenda.

Una torcia umana
Il suo nome è Franck Dufourmantelle e il 26 settembre 2016 era uscito di casa per una giornata apparentemente normale. Si era infatti recato nel laboratorio chimico dove prestava servizio da parecchio tempo quando, a seguito di uno spostamento di un bidone contenente liquido infiammabile, l’uomo si trasforma in una torcia umana. Una scintilla, infatti, colpisce il contenuto che prende fuoco all’instante.

La richiesta di aiuto
Per l’uomo era come essere entrato nel peggiore degli incubi e non riuscire più uscirne vivo.  «Correvo all’impazzata, un collega mi ha lanciato acqua da un tubo». Ma questa non era affatto la soluzione, il povero Franck continuava a urlare, il fuoco pareva mangiare il suo corpo, sempre più in profondità. Poco dopo, per fortuna, arriva l’elisoccorso che trasporta la povera vittima a tempo record presso l’ospedale Saint-Louis di Parigi.

La diagnosi
Come è facilmente intuibile la diagnosi dei medici è stata piuttosto nefasta: il corpo era ustionato per il 95%. Le probabilità di sopravvivenza era vicine allo zero: massimo 1% secondo quanto riferito dal personale sanitario. E il motivo è piuttosto semplice: un grande ustionato perde la vita per una ragione tanto intuitiva quanto terribile: è la sua pelle che diventa per lui un veleno talmente letale da causare la morte, spiega a Le Parisien, Maurice Mimoun, chirurgo plastico.

Una possibile soluzione
Mimoun ragiona sul da farsi e arriva solo una conclusione: una soluzione per salvarlo esiste, ma c’è bisogno dell’aiuto di un gemello omozigote. Parente che, grazie al cielo, Franck aveva. «Quando ho saputo che Franck aveva un fratello omozigote, tutto è cambiato. La loro genetica è identica. La pelle del fratello è come se fosse la sua», racconta il medico. E nonostante nessuno avesse mai tentato un intervento di questo genere, a Mimoun interessava solo una cosa: fare di tutto per salvare la vita di quell’uomo. Ed è così che Eric, il gemello, si è reso disponibile per salvargli la vita.

Quante possibilità di salvargli la vita?
Non molte se ci si attiene a recenti studi scientifici che evidenziamo come un tentativo simile fosse stato eseguito solo su pazienti ustionati nel 45% del corpo e le possibilità di rigetto erano sempre state molto elevate. Ma secondo Mimoun, in questo caso le probabilità di assistere a un rigetto era pressoché nullo: la pelle del gemello era geneticamente identica alla sua.

L’intervento
A una sola settimana dall’incidente i medici iniziano l’intervento per salvare la vita a Franck: prelevano a Eric della pelle proveniente dalla gamba e dal cuoio capelluto. Dopodiché passano a uno degli interventi più delicati della storia: due equipe di chirurghi e anestetisti trasferiscono la pelle sulla povera vittima. Quattro giorni dopo un altro intervento, in totale l’uomo viene sottoposto a ben 12 operazioni.

Miglioramento lento ma eccellente
«Lentamente, il corpo di Franck ha ricominciato a coprirsi di epidermide. La pelle trapiantata a rigenerarsi». Il processo è stato molto graduale e ha richiesto parecchi mesi, ma ora Franck sta decisamente meglio e a breve potrà finalmente tornare alla sua vita di sempre. «Gioco anche a ping pong, a volte. […] Il mio corpo è molto danneggiato ma sto guarendo rapidamente. Ora il mio viso non ha quasi nulla, e non sento dolore», racconta Franck all’Agence France Presse. «Mio fratello ha sofferto enormemente. Non è banale, toglierti pezzi di pelle. Ora è guarito del tutto, ha solo delle chiazze qua e là, come piccole scottature solari. Avevo un tatuaggio sul braccio ma «l’unica cosa che è rimasta, dopo l’ustione, è la parola vita. Vita».