5 giugno 2020
Aggiornato 08:30
Gestione delle emozioni

Cerchi sempre di rimandare tutto? Il motivo è semplice: il tuo cervello non è come gli altri

Secondo alcuni scienziati tedeschi le persone che tendono a procrastinare hanno una struttura cerebrale diversa dagli altri. Ma cambiare si può

Chi tende a procrastinare ha un cervello diverso dagli altri
Chi tende a procrastinare ha un cervello diverso dagli altri Shutterstock

Ci sono persone che hanno la tendenza a procrastinare praticamente ogni cosa, per loro diventa un modo di essere, uno sport, un passatempo. E quando si trovano di fronte a una scelta obbligata, in maniera molto abile, cercando di evitare l’ostacolo piuttosto che sorpassarlo. Prendere decisioni o cambiare qualcosa per loro è troppo complicato: meglio pensarci dopo. Ma alcuni scienziati si sono chiesti qual è il motivo per cui molti individui si comportano in questo modo. E la risposta sembrano averla trovata: il problema risiederebbe nella loro organizzazione cerebrale.

Rimandiamo?
Gli scienziati sono riusciti a identificare due aree cerebrali che scelgono se andare avanti con un’attività o continuare a rimandare più e più volte. Durante il loro studio, infatti, hanno eseguito scansioni cerebrali su ben 264 persone, porgendo loro diverse domande per comprendere il loro modo di cogliere la vita.

Gestire le emozioni
Le emozioni sono la parte più importante della nostra vita. Grazie a esse possiamo essere felici o tristi, arrabbiarci e rovinare un rapporto oppure stare troppo zitti quando invece avremmo potuto cambiare le cose. E secondo gli scienziati, l’abitudine a procrastinare serve proprio allo scopo di gestire molte delle emozioni con cui abbiamo a che fare nel corso della vita.

Tutta colpa dell’amigdala
In base ai risultati ottenuti dai ricercatori si è potuto evidenziare come l’amigdala, una struttura presente nel lobo temporale del nostro cervello che elabora le emozioni, controllando anche la motivazione personale, era decisamente più grande nei soggetti procrastinatori. Ma non solo: la connessione tra l’amigdala e la corteccia cingolata anteriore dorsale (DACC) era decisamente ridotta.

Il lavoro cerebrale
Come sempre, la maggior parte dei nostri comportamenti derivano dalle nostre strutture cerebrali. La DACC, per esempio, utilizza le informazioni derivanti dall’amigdala e decide quale scelta fare. In alcuni casi può bloccare le emozioni e le distrazioni varie per poter procedere in maniera più efficiente. Tuttavia, gli scienziati hanno scoperto che «gli individui con un amigdala più grande possono essere più ansiosi per le conseguenze negative di un'azione – tendono, perciò, a esitare e rimandare le cose», spiega Erhan Genç della Ruhr University di Bochum.

Cosa accade ai procrastinatori?
In pratica le persone che rimandano sempre non riescono a filtrare bene le emozioni e le distrazioni a causa di connessione alterate tra l’amigdala e la DACC. Questo non fa altro che causare problemi di gestione delle proprie emozioni e, di conseguenza, della propria vita. «Questo studio fornisce prove fisiologiche del problema che i procrastinatori hanno con il controllo emotivo. Mostra come i centri emotivi del cervello possono sopraffare la capacità di autoregolazione di una persona», spiega il professor Tim Pychyl della Carleton University.

Si può cambiare il cervello?
Forse tutti voi vi starete chiedendo se si può fare qualcosa per cambiare la situazione. E la risposta è sì. «La ricerca ha già dimostrato che la meditazione di consapevolezza è correlata alla contrazione dell'amigdala, all'espansione della corteccia pre-frontale e all'indebolimento della connessione tra queste due aree», spiega Pychyl che ritiene sia possibile modificare il cervello in tal senso. Dello stesso avviso è anche la dottoressa Caroline Schluter: «il cervello è molto reattivo e può cambiare nel corso della vita».

Un suggerimento
Secondo l’esperta Moyra Scott, ci sono alcuni piccoli stratagemmi da adottare per cambiare le cose. Per esempio, si può scrivere un elenco di compiti da fare e suddividerlo in uno che ne contenga più piccoli e specifici iniziando con lo scegliere qualcosa di semplice. Un altro metodo è quello di mettere il cellulare in modalità aereo e concentrarsi solo sulle cose più urgenti da mettere in pratica. Insomma, l’idea è focalizzare un obiettivo o un problema da risolvere e dedicare tempo alla scelta. Prima o poi il cervello imparerà a fare le cose al momento opportuno, senza procrastinare. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Psychological Science.

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