14 novembre 2018
Aggiornato 03:30

Addio Pap Test, per tutte le donne ora c’è lo screening con il Test HPV

Per individuare il papilloma virus umano ora non si fa più il pap test ma il test per l’Hpv. Già attivo in 6 regioni del Centro Nord, presto lo sarà in tutta Italia
Pap Test
Pap Test (Iryna Inshyna | shutterstock.com)

Addio al pap test, le donne nell’ambito dello screening per individuare il papilloma virus umano ora si sottoporranno unicamente al test per l’Hpv. Il nuovo corso è già a attivo in 6 regioni del Centro Nord, e presto lo sarà in tutta Italia. Lo screening si configura per primo passo per l’individuazione dell’Hpv, ritenuto il virus di diverse forme di tumore al collo dell’utero – ma anche di bocca e gola.

Presto in tutta Italia
Il nuovo corso per lo screening dell’Hpv, dovrebbe andare a regime in tutta Italia entro il 2020. Ma, il Pap Test non andrà in pensione del tutto, anche se ha ormai compiuto i 70 anni. Il noto metodo resta infatti consigliato quando si debba procedere, in seconda battuta, ad approfondimenti in caso di positività al virus.

Il Piano Nazionale
Secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute, così come previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione 2014-18, entro la fine di quest’anno tutte le regioni avrebbero dovuto prevedere il Test Hpv come screening primario per le donne tra i 30 e i 64 anni. Tuttavia, in base a quanto emerso da un’indagine dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), a fine 2017 le regioni che hanno recepito le direttive e messo in atto il nuovo piano sono soltanto Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Basilicata. Le rimanenti regioni pare che stiano provvedendo ad adeguarsi, anche se con tempi diversi da regione e regione. Fanno eccezione Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia, Sardegna e Bolzano che invece devono ancora partire.

Un esame ancora valido
L’addio al pap test quale sreening primario non significa che questo approccio non sia più valido. Ma, come sottolineato da Basilio Passamonti, presidente del Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma (Gisci), in Italia «i due test integrati rappresentano il massimo di garanzia possibile per la prevenzione: l’HPV-Test, che è più sensibile, individua le donne con infezione in corso (che può anche risolversi da sola), mentre il Pap test, che è più specifico, va fatto in uno step successivo per individuare l’eventuale lesione dovuta alla modificazione cellulare causata dal virus». Per cui, in caso di positività riscontrata con il test per l’Hpv, allora si passa al pap test. Questo approccio, ritenuto valido dagli scienziati italiani, è stato confermato anche da una recente revisione di letteratura scientifica che trova spazio sulle pagine del prestigioso Journal of American Medical Association (JAMA).