18 giugno 2019
Aggiornato 16:30
Papilloma virus e vaccini

Il vaccino contro l'HPV non protegge dai ceppi più comuni del virus

Un nuovo studio rivela che il vaccino contro il papillomavirus o HPV in realtà non protegge del tutto dalla malattia. E’ un vaccino inutile?

Vaccino contro l'HPV
Vaccino contro l'HPV ( Shutterstock )

Il vaccino contro l’HPV, consigliato agli adolescenti sia femmine che maschi, utilizzato per ridurre il rischio di cancro causato dal papilloma virus umano pare che in realtà non sia così efficace come si credeva. Da un nuovo studio dell’Università di Sheffield (UK) emerge infatti che l’attuale vaccino non protegge da alcune delle forme più comuni del virus. E’ dunque un vaccino inutile?

Un vaccino consigliato
Da alcuni anni è attiva la profilassi contro il cancro, come quello del collo dell’utero (o cervice uterina), ma anche della bocca e della gola, causato dal papillomavirus umano, o HPV. La vaccinazione in Italia è consigliata e offerta gratuitamente agli adolescenti intorno ai 12 anni d’età – sia femmine che maschi. Il papilloma virus è un agente patogeno molto diffuso tra la popolazione: secondo le stime circa il 75% delle persone ne viene infettato nel corso della propria vita. Si ritiene venga principalmente trasmesso per via sessuale, ma spesso basta anche un semplice contatto con l’area genitale infetta.

Un vaccino non del tutto efficace
Ad avvertire che forse l’attuale vaccino contro l’HPV non è del tutto efficace è uno dei più grandi studi mai condotti su questo tema nel Regno Unito. Gli scienziati dell’Università di Sheffield hanno studiato gli effetti del vaccino contro l’HPV orale, scoprendo che la maggior parte delle persone che sono risultate positive al virus presentavano ceppi non coperti dall’attuale vaccino. Da qui la necessità di valutare lo sviluppo di nuovi e più efficaci vaccini che proteggano contro più ceppi del papilloma virus. «Abbiamo riscontrato che la maggior parte degli individui che risultano positivi ai ceppi ad alto rischio di HPV erano effettivamente positivi per ceppi diversi da quelli coperti dal vaccino corrente (HPV 16 e HPV 18) – ha sottolineato la dott.ssa Vanessa Hearnden – Ciò dimostra la necessità di prendere in considerazione nuovi vaccini che proteggano contro più ceppi di HPV in futuro e che le persone siano consapevoli dei fattori di rischio legati allo stile di vita, come il numero di partner sessuali e l’uso di tabacco».

Vite salvate
Secondo gli scienziati, con il vaccino è possibile salvare circa 500 vite ogni anno. Questo, tenendo conto che, in media, ci sono circa 2.500 casi di cancro ogni anno con circa 650 decessi – principalmente dovuti a tumori della gola e della bocca. Tuttavia, è importante avere a disposizione vaccini che siano efficaci contro tutti i ceppi di HPV, per non vanificare tutti gli sforzi fatti finora nella lotta a questo subdolo virus.

Lo studio
Per questo studio, Hearnden e colleghi hanno esaminato 700 uomini e donne che sono stati sottoposti a una serie di test per l’HPV ad alto rischio, con ceppi legati al cancro. Dalle analisi condotte si è scoperto che i tassi di infezione erano inferiori a quelli stimati, con il 2,2% di soggetti infetti da HPV orale. Di questi, solo lo 0,7% è risultato positivo per HPV 16 o HPV 18. Gli ex fumatori erano significativamente più propensi a essere ad alto rischio HPV. Tuttavia, la protezione per alcuni ceppi di HPV è risultata carente.