27 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Virus

HPV, preoccupazione per la copertura dei vaccini sotto la soglia di sicurezza

Per le ragazze copertura media discreta, ma continua il calo. Diversa la situazione per i ragazzi

HPV e vaccini
HPV e vaccini ( Shutterstock )

ROMA – Preoccupazioni per la copertura vaccinale contro l’HPV, o papillomavirus umano – un agente patogeno che può causare anche gravi tumori. Su questo fronte, il ministero della Salute ha pubblicato i dati nazionali al 2017 sulle coperture vaccinali per papillomavirus (Hpv), il bilancio registra per le ragazze «una copertura media discreta se si confrontano i dati con altre nazioni europee, ma al di sotto della soglia ottimale prevista dal Piano Nazionale di Prevenzione vaccinale (95%)», inoltre «continua il calo della copertura vaccinale per il ciclo completo». Infatti, all’ultima rilevazione relativa ai dati 2017 la coorte di nascita interessata, quella del 2005, mostra una copertura del 64,3%, per la prima dose e del 49,9% per il ciclo completo per le ragazze. La copertura vaccinale media per Hpv nei ragazzi «è molto lontana dagli obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Prevenzione vaccinale 2017-2019».

I dati
Il ministero della Salute ha pubblicato i dati, al 31 dicembre 2017, di copertura, nazionali e regionali, per la vaccinazione contro il Papillomavirus umano nella popolazione femminile delle coorti di nascita 1997-2005 e della popolazione maschile, limitatamente alle coorti di nascita 2003-2005. La vaccinazione anti-HPV – sottolinea il dicastero – «si è dimostrata molto efficace nel prevenire nelle donne il carcinoma della cervice uterina (collo dell’utero), soprattutto se effettuata prima dell'inizio dell'attività sessuale; questo perché induce una protezione maggiore prima di un eventuale contagio con il virus Hpv».

Più basso nelle ragazze
Il valore di copertura vaccinale media per HPV nelle ragazze è più basso, come prevedibile – spiega il ministero – nell’ultima coorte (2005), target primario dell’intervento vaccinale, rispetto alle coorti precedenti in cui prosegue l’attività di recupero. I dati 2017, relativi alla coorte 2005, mostrano un ulteriore decremento nell'ultimo anno, visibile soprattutto per il ciclo completo. Infatti, alla rilevazione relativa ai dati 2015 la coorte 2003 aveva una copertura del 66,6% per la prima dose e del 56,2% per il ciclo completo; alla rilevazione relativa ai dati 2016 la coorte 2004 aveva una copertura del 65,0% per la prima dose e del 53,1% per il ciclo completo; all’ultima rilevazione relativa ai dati 2017 la coorte 2005 mostra una copertura del 64,3%, per la prima dose e del 49,9% per il ciclo completo. I dati relativi alle coorti più vecchie (1997-2001), per le quali l'offerta vaccinale si mantiene gratuita in quasi tutte le Regioni fino al compimento del diciottesimo anno, si attestano su una copertura del 73-76% per almeno una dose di vaccino e del 69-72% per ciclo completo; circa il 4% delle ragazze di ogni coorte ha iniziato ma non completato il ciclo vaccinale.

La tendenza
Dalla coorte del 2002 inizia a osservarsi un incremento della copertura rispetto all’anno precedente. La percentuale di incremento è progressivamente maggiore nelle coorti più recenti, fino alla coorte 2004 in cui si osserva un +6% e un +10,3%, rispettivamente per la prima dose e per il ciclo completo. Quindi, «la copertura vaccinale media per HPV nelle ragazze è discreta se si confrontano i dati con altre nazioni europee, ma ben al di sotto della soglia ottimale prevista dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (95%)». Anche a livello regionale, nessuna Regione o provincia autonoma raggiunge il 95% in nessuna delle coorti prese in esame. Le coperture per le ragazze sono comprese in un range tra 35,7-79,9% per la coorte 2003, 35,4-78,9% per la coorte 2004 e tra 30,5-75,5% per la coorte 2005. Inoltre – sottolinea il Ministero – i dati evidenziano un'ampia variabilità delle coperture vaccinali (ciclo completo) tra le Regioni e provincie autonome per tutte le coorti» e «interventi mirati sarebbero necessari in specifici contesti geografici tenendo presente che la vaccinazione anti-Hpv, pur non rientrando tra quelle obbligatorie secondo la Legge 119 del 2017, è un Livello essenziale di assistenza».

La situazione dei ragazzi
Per quanto riguarda la copertura vaccinale media per Hpv nei ragazzi il ministero sottolinea che «è molto lontana dagli obiettivi previsti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019, che identifica una soglia graduale del 60% per il 2017, fino al 95% nel 2019». Coperture vaccinali migliori (coorte 2004, ciclo completo: Veneto 60,0%; Friuli-Venezia Giulia 52,7%; Puglia 53,2%) si osservano nelle Regioni e province autonome che avevano esteso l’offerta attiva e gratuita anche ai ragazzi già prima dell’approvazione del Piano nazionale 2017-2019. Il ministero annota anche che 7 Regioni e province autonome non hanno fornito dati di copertura vaccinale per HPV nei ragazzi, per la coorte (2005) che poteva essere oggetto di chiamata attiva e gratuita già nel corso del 2017 e la cui chiamata potrà essere avviata anche nel corso del 2018.

La vaccinazione è gratuita
La vaccinazione anti-Hpv – ricorda infine il Ministero della Salute – è offerta gratuitamente e attivamente alle bambine nel dodicesimo anno di vita (undici anni compiuti) in tutte le Regioni e Province autonome italiane dal 2007-2008. Alcune Regioni avevano esteso l’offerta attiva della vaccinazione a ragazze di altre fasce di età. Successivamente, tre Regioni (Sicilia, Puglia, Molise) hanno introdotto, già a partire dal 2015, la vaccinazione anti-Hpv anche per i maschi nel dodicesimo anno di vita e altre (Calabria, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto), l’hanno fatto per la coorte 2004 nel 2016. Inoltre, le Regioni Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia offrono il vaccino anche agli individui, maschi e femmine, Hiv positivi.
Nel nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 e nei nuovi Lea la vaccinazione gratuita nel corso del dodicesimo anno di età è prevista anche per i maschi, a partire dalla coorte 2006. L’offerta attiva, tuttavia – ricorda il Ministero – raggiungerà la piena operatività nel corso del 2018. La maggior parte delle Regioni prevede il pagamento agevolato per altre fasce di età, non oggetto di chiamata attiva né di attività di recupero.