14 novembre 2018
Aggiornato 03:30

Scoperto un nuovo sottotipo di sclerosi multipla che si comporta in modo diverso

Un team di ricercatori della Cleveland Clinic scoprono nuovi sottotipi di sclerosi multipla che non innescano il processo di demielinizzazione
Sclerosi multipla
Sclerosi multipla (sfam_photo | shutterstock.com)

Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet Neurology e condotto dai ricercatori della Cleveland Clinic rivela che esiste un sottotipo di sclerosi multipla (SM) mai osservato. Questa scoperta fornisce una migliore comprensione della natura individualizzata della malattia.

La malattia «diversa»
Fino a oggi la sclerosi multipla è stata definita come una malattia della sostanza bianca del cervello, in cui le cellule immunitarie distruggono la mielina – la copertura protettiva grassa che si trova sulle cellule nervose, o nervi. Gli scienziati ritengono che la distruzione della mielina (un processo chiamato demielinizzazione) sia responsabile della morte delle cellule nervose (neuroni) che, a sua volta, porta a una disabilità irreversibile nei pazienti. La SM è infatti una malattia degenerativa per, oggi, non esiste ancora una cura. Con questa nuova ricerca, tuttavia, il dottor Bruce Trapp e colleghi hanno identificato per la prima volta un sottotipo di SM che presenta una perdita neuronale, ma nessuna demielinizzazione della sostanza bianca del cervello. I risultati potrebbero potenzialmente portare a diagnosi e trattamenti maggiormente personalizzati.

La nuova SM
Questo nuovo sottotipo di SM, chiamato SM mielocorticale (MCMS), con la risonanza magnetica era indistinguibile dalla sclerosi multipla tradizionale, si legge nella nota della Cleveland Clinic. I ricercatori hanno osservato che nella MCMS parte dei neuroni si gonfiano e assomigliano alle tipiche lesioni della SM, indicative della perdita di mielina della materia bianca sulla risonanza magnetica. La malattia è stata diagnosticata solo nei tessuti post-mortem.

Un processo indipendente
Le nuove scoperte di Trapp e colleghi supportano il concetto che nella sclerosi multipla la neuro-degenerazione e la demielinizzazione possono verificarsi indipendentemente. Per questo diviene evidente la necessità di tecniche di imaging MRI più sensibili per valutare la patologia cerebrale in tempo reale e monitorare la risposta al trattamento nei pazienti con la malattia. «Questo studio – spiega il dottor Trapp, presidente del Lerner Research Institute della Cleveland Clinic. Dipartimento di Neuroscienze – apre una nuova arena nella ricerca sulla SM: è il primo a fornire prove patologiche che la degenerazione neuronale possa verificarsi senza la perdita della mielina nella sostanza bianca nel cervello dei pazienti con la malattia. Queste informazioni evidenziano la necessità di terapie combinate per arrestare la progressione della disabilità nella sclerosi multipla».

Lo studio
Questo nuovo studio è stato eseguito sul tessuto cerebrale di 100 pazienti affetti da SM che hanno donato il loro cervello dopo la morte. Nei test condotti in laboratorio, i ricercatori hanno osservato che 12 cervelli non presentavano demielinizzazione della sostanza bianca. Hanno così confrontato le caratteristiche del microscopico tessuto di cervello e midollo spinale di 12 pazienti con MCMS, 12 pazienti con SM tradizionale e anche individui senza malattia neurologica. Sebbene sia il MCMS che i pazienti con SM tradizionale presentassero lesioni tipiche della SM nel midollo spinale e nella corteccia cerebrale, solo quest’ultimo gruppo presentava lesioni da SM nella sostanza bianca del cervello, riporta ancora la nota della Cleveland Clinic. Pur non avendo lesioni tipiche della SM nella sostanza bianca, nei cervelli MCMS si era ridotta la densità neuronale e lo spessore corticale, che sono segni distintivi della degenerazione del cervello osservati anche nella SM tradizionale. Contrariamente alle precedenti credenze, queste osservazioni mostrano che la perdita neuronale può verificarsi indipendentemente dalla demielinizzazione della materia bianca.

Nuove strategie
«L’importanza di questa ricerca è duplice: l’identificazione di questo nuovo sottotipo di MS sottolinea la necessità di sviluppare strategie più sensibili per diagnosticare e capire adeguatamente la patologia dell’MCMS – ha sottolineato il dott. Daniel Ontaneda, direttore clinico del programma di donazione cerebrale presso il Centro Mellen di Cleveland Clinic per il trattamento e la ricerca nella SM – Siamo fiduciosi che questi risultati porteranno a nuove strategie di trattamento su misura per i pazienti che vivono con diverse forme di SM».