16 novembre 2018
Aggiornato 06:30

L’amore a prima vista? E’ reale e innesca uno «tsunami cerebrale»

Secondo alcuni scienziati l’amore a prima vista è qualcosa di reale e quando incontriamo la persona dei nostri sogni, nel cervello si scatena uno «tsunami chimico»
L'amore a prima vista esiste
L'amore a prima vista esiste (Rido | Shutterstock)

Vediamo una persona e subito ce ne innamoriamo. Non conosciamo ancora niente di lei, ma sappiamo che difficilmente la dimenticheremo. Questo fascino immediato è scaturito, generalmente, da qualcosa che percepiamo ma che non siamo in grado di spiegare a parole. Si tratta, in sintesi, della bellezza. Ma questa qualità, unica per ognuno di noi, si manifesta in ogni cosa: in un fiore, in un oggetto, nel cielo intorno a noi o nella voce di chi abbiamo accanto. Si tratta, perciò, di un amore a prima vista, un fenomeno che secondo gli esperti può essere definito come qualcosa di tangibile.

Meglio dello zucchero
Secondo gli esperti, l’amore a prima vista è qualcosa di estremamente reale da poter addirittura arrivare ad apportare modifiche a livello fisiologico. Esso scatena un flusso di piacere molto simile all’euforia innescata dal consumo dello zucchero.

Qualcosa di percepibile?
Quando rimanete affascinati da un bel fiore, dalle onde di un mare in tempesta, dalla luminosità delle stelle o da una persona che avete appena incontrato, state vivendo l’esperienza della bellezza. Una qualità presa in considerazione da filosofi e poeti, ma mai misurata concretamente dagli scienziati fino a ora. D’altro canto, per citare le parole di Oscar Wilde possiamo ricordare che «la bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino».

Un attimo di puro amore
Il vero amore risiede proprio nella percezione della bellezza autentica. Quella senza filtri, che solo gli occhi del cuore possono avvertire. Può durare un secondo o tutta la vita, ma ciò che più importa è che dona sensazioni ineguagliabili. E lo ha sempre fatto, ancor prima che la scienza fosse stata in grado di vederla con freddi strumenti tecnologici anziché con la purezza d’animo. «È ampiamente scontato che l'esperienza della bellezza richieda una contemplazione prolungata. Ma il nostro primer rivela che una frazione di secondo è sufficiente», spiegano gli studiosi.

Una scossa di piacere
Secondo gli psicologici della New York University, quando una persona è affascinata da qualcosa di piacevole – che si tratti o meno di un essere umano – sperimenta un’intensa scossa di piacere. «Diciamo che gli edonisti dovrebbero saltare le caramelle e andare direttamente alla bellezza - è esattamente lo stesso», ha dichiarato al quotidiano DailyMail Denis Pelli, professore di psicologia alla New York University. «La bellezza è notoriamente soggettiva e dovrebbe essere intrattabile dalla scienza - ma alcune delle sue proprietà chiave seguono semplici regole. I filosofi hanno sempre pensato che la sensazione della bellezza sia un tipo speciale di piacere. Tuttavia, la nostra analisi della ricerca sul campo mostra che la sensazione della bellezza può essere semplicemente un piacere molto intenso», spiega Pelli.

Le osservazioni
Per giungere a tali conclusioni, il team coordinato da Pelli ha reclutato alcuni volontari a cui sono state mostrate delle persone o degli oggetti che potevano essere percepiti come belli o meno. D’altro canto, gli studiosi hanno preso in esame anche il modo in cui veniva considerata la bellezza fin dai tempi antichi e hanno scoperto che vi sono alcune cose che sono rimaste immutate nel tempo. Una di queste è il piacere della visione di una particolare zona del corpo: la curva della colonna vertebrale di una donna dove incontra il sedere quando questa è di 45 gradi. Anche se oggi a una visione simile possiamo intravedere più un aspetto sessuale, un tempo era ritenuto un segno di estrema femminilità e miglior propensione alla gravidanza. Tali regole sono rimaste immutate negli anni a tal punto che moltissime donne spendono molto denaro per apparire più belle in quella zona.

Le evidenze scientifiche
Secondo il team composto da Pelli e dal dottor Brielmann ci sono importanti scoperte condotte da neuroscienziati che sono state in grado di dimostrare come tali esperienze (di bellezza) aumentino l'attività in uno dei "centri di piacere" nel cervello noto come corteccia orbito-frontale.

L’amore a prima vista tra persone
Un altro studio, coordinato da Stephanie Ortigue, docente della Syracuse University (USA), ha invece valutato i tempi di innamoramento nei confronti di alcune persone. Dai risultati è emerso che alcuni sentimenti di amore possono instaurarsi persino dopo 0,2 secondi dopo aver avuto il primo contatto visivo di una donna o di un uomo.

Una bomba per il cervello
L’amore a prima vista tra due persone, in pratica, sarebbe una vera e propria bomba per il cervello perché attiverebbe ben 12 aree del cervello. Aree che rilasciano preziose sostanze chimiche come la dopamina, l’ossitocina, l’adrenalina e le vasopressine – sostanze che inducono proprio la classica sensazione di euforia. Attenzione, però, a pensare che l’amore sia solo una questione di chimica, l'amore è, in realtà, «un complesso stato mentale emotivo che coinvolge quattro dimensioni: chimica, conoscenza, preferenza e intenzione di stare con quella persona», spiega Stephanie Cacioppo.