3 marzo 2024
Aggiornato 16:00
Malattie infiammatorie dell’intestino

Colite, intestino irritabile e morbo di Crohn, c’è un dolce alimento che riduce l’infiammazione e i sintomi

Un nuovo studio mostra che mangiare fragole riduce l’infiammazione dell’intestino e allevia i sintomi delle malattie infiammatorie croniche come l'intestino irritabile, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn

Intestino irritabile
Intestino irritabile Foto: Yuttana Jaowattana | shutterstock.com Shutterstock

Una nuova ricerca condotta dagli scienziati dell’University of Massachusetts Amherst, presentata in occasione del National Meeting and Exposition della American Chemical Society (ACS), rivela che le fragole possono aiutare a ridurre l’infiammazione e i sintomi in caso di malattie infiammatorie croniche dell’intestino come la sindrome del colon irritabile, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.

La malattia infiammatoria intestinale
La cosiddetta IBD, o malattia infiammatoria cronica intestinale (o anche sindrome del colon irritabile) è un insieme di condizioni dolorose che causano tutta una serie di problemi all’intestino, con un’altrettanta serie di sintomi più o meno gravi: tra questi, dolori addominali, diarrea, stanchezza e malessere generale, febbre, perdita di peso, sangue nelle feci e altri ancora. Le persone che ne soffrono vedono spesso precipitare la qualità della vita. Ma, oggi, lo studio condotto dal dott. Hang Xiao e colleghi offre almeno un po’ di speranza per alleviare l’infiammazione e, di conseguenza i sintomi.

Lo studio
Il team di ricercatori ha condotto questo studio su modello animale. Nello specifico, si sono studiati gli effetti della dieta su quattro diversi gruppi di topi. Un gruppo era formato da topi sani, mentre gli altri tre da topi con malattie infiammatorie croniche intestinali. Gli appartenenti al primo gruppo hanno seguito una dieta classica e regolale, al contrario gli appartenenti agli altri tre gruppi hanno seguito lo stesso regime alimentare a cui è tuttavia stata aggiunta della polvere integrale di fragole al 2,5% oppure al 5%.

I risultati
Dai test condotti in laboratorio dagli scienziati è emerso che l’assunzione di fragole, in una dose che per l’uomo equivale a tre quarti di una tazza al giorno, ha soppresso in modo significativo i sintomi della malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD). In particolare, i topi con IBD non perdevano più peso e non avevano più scariche di diarrea. Allo stesso modo, i ricercatori hanno osservato che nei topi che avevano assunto la polvere di fragole vi era stato un cambiamento nel microbiota intestinale, ossia la flora batterica intestinale che può avere un ruolo nell’infiammazione o, al contrario, ridurla. Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di condurre trial clinici nell’uomo per testare e, nel caso, validare una possibile terapia a base di estratto di fragole – sempre che non si sia allergici all’alimento.